Gomme invernali d'estate? Un rischio

L'allarme di Polstrada, Assogomma e Federpneus: «Frenate più lunghe»

Fabrizio de' Marinis

Roma Pneumatici invernali ed equipaggiamento disomogeneo sugli assi, sono i due fenomeni che emergono prepotentemente dai circa 13mila controlli che, tra metà aprile e metà giugno, la Polizia stradale ha effettuato sulle strade e autostrade di 6 regioni: Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia. Il quadro delle «non conformità» più diffuse evidenzia altre irregolarità con le carte di circolazione (0,42% del campione), con gli pneumatici non omologati (1,62%) per arrivare al 3,25% delle gomme con danneggiamenti, fino a raggiungere la significativa percentuale del 5,17% di vetture che circolano con gomme lisce.

Il fenomeno si accentua nelle regioni del Sud, ma è comunque molto marcato anche in molte province del Nord. Dato molto allarmante, l'aumento dei morti in incidenti per distrazioni alla guida, dovute ai telefonini e alle altre applicazioni elettroniche (+4,6% nel primo semestre). È quanto è emerso dai risultati del «Progetto Vacanze Sicure edizione 2017», indagine realizzata dal Servizio di Polstrada, in collaborazione con Assogomma e Federpneus, che da 15 anni monitora le condizioni delle gomme dei veicoli in circolazione in Italia, alla vigilia degli esodi estivi. I dati sono stati elaborati su un modello del Politecnico di Torino.

«Questi due nuovi fenomeni vanno attentamente approfonditi - spiega Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma - al fine di evitare gravi ripercussioni sulla circolazione stradale e sulla sicurezza. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono, rispetto a un equipaggiamento estivo, del 20% con suolo asciutto e fino al 50% in caso di neve. Un veicolo munito di pneumatici invernali con il caldo, allunga il suo spazio di arresto mediamente del 20% rispetto agli estivi. La disomogenità tra gli assi aumenta ancora di più il fenomeno e i pericoli».

In sintesi, il 15,26% delle auto controllate circolava con almeno una non conformità riguardante gli pneumatici: in pratica, quasi una su sei. Una su cinque (il 20%del campione) se si aggiungono le mancate revisioni, pari al 3,34% del campione. «Ogni aspetto che influisca sulla sicurezza stradale - così Giuseppe Bisogno, direttore del Servizio di Polstrada - non va trascurato se si vuole invertire l'attuale tendenza dell'incidentalità stradale con esito mortale».