Da Goudelock a Higuain l'Armani è come la Juve

La stoppata dell'americano contro Trento e il gol all'Inter del Pipita: i simboli della stagione parallela di due Signore

Oscar Eleni

Dall'incubo al sogno, la gioia del dominio. Juventus ed Emporio Armani, affinità elettive negli sport più televisti. Le due società che hanno vinto più scudetti nel calcio e nel basket hanno vissuto fra tormento ed estasi quasi alla stessa maniera. Il colpo di testa di Higuain contro l'Inter che valeva il titolo, la stoppata di bum bum Goudelock nel finale di gara cinque che ha spalancato le porte del paradiso all'Emporio Armani. Due protagonisti che forse non resteranno nelle squadre a cui hanno dato gloria.

Due imperi, la ricchezza e la storia degli Agnelli per i campioni del calcio. Il tesoro di Armani per la vecchia Olimpia arrivata a 28 scudetti con la vittoria sul campo di Trento. Sane e ricche nei bilanci anche se nella corsa al titolo, diciamo una gara sui 1500 metri, la Juventus aveva 100 metri di vantaggio sulle concorrenti e Milano almeno 500. Chi ha atteso nella notte il pullman dei campioni del basket si è risentito, urlando che i soldi non fanno canestro o, magari gol, ma certo averne aiuta a trovare i campioni che possono farlo gol e canestro. Milano e i suoi sedici tesserati d'oro contro Trento che aveva fuori il suo talento migliore e una panchina modesta.

Le affinità fra Juventus ed Emporio le trovi in tante altre cose: hanno combattuto contro avversarie come Napoli e Trento che erano diventate persino più simpatiche. Le hanno bruciate sul traguardo. I due allenatori sono toscani, al momento del loro ingaggio chi li aveva odiati, il livornese Allegri sulla panchina del Milan, il senese Pianigiani nel filotto degli scudetti di Siena quando in casa Olimpia si parlava di aria rancida, li criticava ancora prima di vederli al lavoro. Hanno vinto e adesso tutti dalla loro parte.

Anche in Europa le due regine hanno sofferto, certo in maniera differente, la Juve intrappolata in casa Real dopo un rimonta stupenda, mentre Milano ha vissuto male il suo campionato europeo, penultima su 18 squadre. Passato, da dimenticare e ora vedremo cosa farà questa costosissima Milano del basket che in dieci anni ha dato 7 trofei a Giorgio Armani alla modica cifra di oltre 200 milioni di euro. L'obiettivo è trovare un posto fra la nobiltà della ricchissima Europa. Sarà per questo che radio campo dà già per firmati sei nuovi giocatori in una squadra che ne aveva ben 16 per questo assalto al 28° scudetto. Si dice che Della Valle, Jeff Brooks, campione con Sassari in attesa di passaporto italiano come il leone Burns di Cantù, Nemanja Nedovic, in arrivo da Malaga e James che ha giocato ad Atene siano già legati a Milano.

Vedremo chi resterà in questa squadra scudetto che ha il suo simbolo in Cinciarini, un capitano importante, anche se è fuori dall'elenco degli azzurri che a fine mese si giocheranno a Trieste la qualificazione mondiale in pratica già acquisita, e la sua mente sul campo in Vlado Micov. Molti, nel gruppo Italia soprattutto, se ne andranno stanchi di fare panchina, ma l'idea è che adesso ci sia la base per diventare dinastia, come la vecchia Olimpia, come la Juve di Allegri.