Al Gp d'Inghilterra è andata bene: non c'è stato il morto

Nostro inviato a Silverstone
Vincono tutti anche stavolta. Era successo sabato ad Assen, con il successo di Rossi primo e Lorenzo quinto e però primo anche lui per il coraggio e la spalla fratturata. Qui ha invece trionfato Rosberg, ma tutti hanno trionfato. Perché tutti sono vivi, illesi, salvi. Colpa del festival polimerico, colpa delle gomme Pirelli che sono impazzite e scoppiate. Chiedere ad Hamilton, Massa, Vergne, Perez ma anche a Gutierrez e Hulkenberg per problemi simili e però minori. Chiedere anche alla Lotus che non le è successo niente solo perché sulle monoposto ha scritto God save our tyres, Dio protegga le nostre gomme, che sa di sfottò e preghiera. Vincono tutti ma in modo diverso dal motomondo. Ad Assen era questione di coraggio ed eroi, qui di stupidità e business. Perché al quarto botto a 300 all'ora, dopo che Hamilton era stato costretto a dire addio al primo posto, dopo che Massa aveva fatto ciao ciao alla splendida partenza che l'aveva portato da 11° a 4° in un niente, dopo lo spaventone di Vergne e in attesa di quello di Perez, ce n'era in avanzo per interrompere questa gara da gladiatori mandati al macello. Ma niente. Il direttore di corsa, cioè il sempre più famigerato Charlie Whiting, ha deciso di no per dire poi a motori spenti «ci sono andato vicino, mai vista una cosa simile, temevo per i commissari in pista…». Vallo a capire. Risultato: rassicurati i team e piloti ubbidienti. Ormai, in fondo, sono impiegati del rischio. Mica motociclisti che a un certo punto alzano manina e dicono andate a farvi fottere e si fermano. Per cui le squadre sono corse ai ripari fai-da-te. «Abbiamo aumentato la pressione delle gomme» rivelerà Stefano Domenicali, «riducendo il tempo di permanenza in pista tra un cambio gomme e l'altro». Intanto, altri, via radio, avvisavano i piloti. Tipo Vettel, «Seb, lo sai che avevi un principio di delaminazione?».
Un casino dunque. E Gran premio a Rosberg che trema un paio di ore per bandiere gialle non viste e si prende poi solo una reprimenda (ma quanto vogliono bene alla Mercedes?). Dietro lui Webber e Alonso che quasi non si capacità di aver guadagnato 15 punti su Vettel ritirato per noie al cambio quand'era in testa. Quattro righe bastano per raccontare gara e podio rigenerante per la Rossa. Il resto è gomme. Perché qui il risultato sportivo passa in secondo piano. Troppi i quattro scoppi tutti della posteriore sinistra ed hai un bel parlare di cordoli colpiti forte e detriti. «Quanto successo è un nuovo tipo di problema, dobbiamo andare a fondo, era imprevedibile» dirà Paul Hembery, capo del Motorsport Pirelli, aggiungendo: «tuttavia possiamo escludere che la causa sia il nuovo sistema di costruzione». Qui la casa italiana aveva infatti portato gomme realizzate con un diverso incollaggio per risolvere il problema delle delaminazioni. È la vicenda lunga che si trascina da mesi, dal Bahrein; è la vicenda dei troppi sbrandellamenti; la vicenda che ha poi causato il test segreto con Mercedes; la vicenda del veto e dei malumori di alcuni team per un ritorno a gomme del passato (Ferrari, Lotus); la vicenda che non si è sbloccata soprattutto perché la parolina magica della sicurezza a rischio non è mai stata sventolata. Né da Pirelli né dalla Federazione. Altrimenti il cambio di gomme sarebbe arrivato perché imposto alle squadre. Per dire: nel 2005, a Indy, dopo il botto nelle libere di Ralf Schumacher, Michelin disse ai suoi team: non possiamo garantire la sicurezza. E le squadre fecero il giro di allineamento e rientrarono ai box. Corsero le tre gommate Bridgestone.
Fatto sta, la parolina magica, tardi, però è arrivata. Dopo la gara. Quando il presidente Fia Jean Todt, qui presente, ha dichiarato che per «mercoledì è stato convocato il technical working group, a cui è stata chiamata anche la Pirelli. Perché ora c'è un problema di sicurezza». A questo punto che accadrà? Domenica si corre in Germania, «però è pista che sollecita molto meno le gomme» spiega Domenicali, «e siamo disponibili ad aiutare Pirelli. A cominciare dai test per giovani di metà luglio, proprio qui a Silverstone, che si potrebbero effettuare con auto 2013 e piloti titolari» (d'accordo Red Bull, scettica McLaren che suggerisce l'uso di gomme 2012). E intanto che ci sono, magari, potrebbero studiare anche auto con gli scarichi che vomitano non proprio contro le gomme posteriori. Un motorista rimasto anonimo l'ha detto: «I gas di scarico le maciullano. Forse non è tutta colpa di Pirelli…».

Commenti

achispd

Lun, 01/07/2013 - 10:28

All'epoca non seguivo la F1 per ragioni anagrafiche. Mi pare, però, che nel 1975 morì in seguito ad un incidente il pilota USA Mark Donhoue (spero si scriva così). All'epoca fu messa sotto accusa per aver causato l'incidente al pilota, una gomma difettosa montata sull'auto. Non so, però,quale fosse la casa produttrice degli pneumatici.