Il gran giorno dell'Inter. E Spalletti ci crede: "Siamo forti e pronti"

Se vince con il Chievo l'Inter si porta in testa alla classifica. Spalletti lo sa bene: "Impossibile vincere sempre, ma ci alleneremo per farlo. La Juve resta la rivale più attrezzata"

nostro inviato a Appiano G.

Sorriso sardonico, sguardo tagliente, parole pesate, puntuali e precise. Grinta e carica agonistica. Lo capisci guardando in faccia Luciano Spalletti, che quella di oggi contro il Chievo non sarà una partita come le altre per la sua Inter. Perché nessuno, nemmeno lui, si sarebbe mai immaginato (Chievo permettendo) un'Inter in vetta solitaria alla classifica dopo 15 partite. Nulla, forse, ancora troppo presto per festeggiare. Mica poco, se si pensa al ritmo che hanno tenuto Juventus e Napoli in questo avvio di stagione e considerando che è la prima stagione di Spalletti alla guida di un'Inter che probabilmente non è sulla carta all'altezza delle rivali. Ma tant'è: è lì, a una vittoria dal primato. «Bisogna vincere, mi pare d'aver capito», dice Spalletti. Sì, una vittoria per sognare e per mettersi lì davanti a tutti e vedere l'effetto che fa.

Non scontato, ma una grande possibilità. «La stessa possibilità di fare tre punti delle altre volte, noi dobbiamo badare a quello», prova a smarcarsi il tecnico nerazzurro dicendo una mezza verità. Perché poi conferma che «non ci siamo tirati indietro sin dall'inizio. Vogliamo portare avanti questo discorso. La strada è lunga e bisogna essere convinti, ci vuole testa per arrivare in fondo. Vogliamo essere tra quelle due o tre squadre che si giocano qualcosa di importante». Un'Inter competitiva quella di Spalletti, più delle più rosee speranze. «Da lontano il mondo Inter era attraente, dopo poche settimane ho avuto subito idea con chi avevo a che fare: siamo forti, l'ho sempre detto. E vi ho anche un po' sfidato dicendo che lo avreste visto. Sono straconvinto che non perderemo per strada quello che abbiamo costruito. Vincere sempre è quasi impossibile. Ma vogliamo allenarci anche all'impossibile, per far diventare tutto più facile».

Un'Inter così inizia a far paura. Così Allegri dice che è favorita insieme al Napoli, Sarri che senza coppe fa un altro sport. È il gioco delle parti, è normale. Spalletti usa due forme differenti di risposta. Fioretto con l'allenatore della Juventus, sciabola con quello del Napoli. Su Allegri: «La Juve è la più forte e la più attrezzata. Se Allegri dice così gli specchi stridono ma lui sa assumersi responsabilità giuste da chi allena la Juventus e ha sempre fatto grandissimi risultati». Su Sarri: «Mi pare che facciamo lo stesso sport anche senza coppe. La Juve gioca il suo stesso sport e ha vinto 6 campionati di fila, forse è con loro che si deve confrontare... Ma se vuole fare un altro sport arrivi settimo e provi, noi vorremmo giocarne anche 4 di partite alla settimana». Una carezza arriva anche per Montella, fresco di esonero. «È un mio amico, una persona squisita, lo sentirò presto. E in bocca al lupo a Gattuso».

Sul fronte campo Vecino è recuperato e giocherà dal primo minuto. Fuori Miranda e Gagliardini per squalifica, si rivedono Brozovic (o Joao Mario) in mezzo ma soprattutto Ranocchia in difesa, a cui il tecnico dedica parole speciali dopo i fischi che lo hanno accompagnato in passato. «Il pubblico di San Siro lo conosco bene e vuole bene all'Inter e ai suoi giocatori. Ranocchia non è in difficoltà sa il fatto suo e ve lo farà vedere». Per il resto formazione confermata con Candreva e Perisic a sostenere il bomber Icardi.

Non ci saranno né Ronaldo né Ibra (ma dai?), ma da ieri i tifosi possono votarli, insieme ai protagonisti del passato, in quella che sarà la «hall of fame» nerazzurra. Si può scegliere un giocatore per ruolo. Non si possono votare gli allenatori. Spalletti lo sa, ma sa che può scrivere una pagina importante nella storia dell'Inter.