Grecia, calcio e follia. Presidente Paok Salonicco va in campo con la pistola

Durante la partita Paok Salonicco-Aek Atene dopo un gol annullato esplode la rabbia del presidente dei padroni di casa: va in campo mostrando la pistola e chiede ai suoi giocatori di lasciare il campo

Una scena davvero inquietante quella che si è vista su un campo di calcio. Un presidente è sceso in campo armato di pistola, dopo una rete annullata, e ha intimato ai propri giocatori di uscire dal campo in egno di protesta. Il gravissimo episodio, che di sicuro avrà conseguenze, si è verificato in Grecia, poco prima della fine della partita Paok Salonicco-Aek Atene. Il Paok è terzo in classifica e con una vittoria sull’Aek avrebbe potuto arrivare a due punti dalla capolista, proprio la squadra ateniese.

A scatenare la rabbia dei tifosi di casa, e del loro presidente fumantino, Ivan Savvidis, come dicevamo è stato un gol annullato dall'arbitro. Durissime le parole che ha rivolto all'arbitro: "La tua carriera finisce qui". Manolo Jimenez, allenatore dell'Aek, dopo la gara ha pronunciato questa frase altrettanto inquietante: "Non abbiamo potuto lasciare lo spogliatoio, non avevamo l'autorizzazione visto che c'erano tutti i tifosi intorno e non era prudente". Ovviamente se il primo tifoso, il presidente, si fa vedere con una pistola in campo, è difficile aspettarsi che i tifosi restino calmi.

Per fortunata Savvidis ha tenuto la pistola nella fondina, anche se non ha mancato di mostrarla, con fare minaccioso. Una scena che si commenta da sola. "All'inizio non abbiamo visto la pistola - racconta Jimenez -, poi ce ne siamo accorti perché si è avvicinato all'arbitro facendogli vedere l'anca e la fondina". Questo dettaglio evidenzia, quindi, che nele intenzioni del presidente c'era proprio l'intimidazione. Non è stata solo una svista la sua.

"Loro volevano continuare a giocare - prosegue Jimenez - ma il nostro presidente si è rifiutato proprio per via di questa pistola. Deciderà la federazione, ma questa cosa va oltre i tre punti. Stanotte non possiamo andare da nessuna parte, andremo via domani quando la polizia ci darà il permesso di farlo". Il calcio, a questi livelli, smette di essere uno sport. La Grecia si deve fermare. E l'Uefa deve accendere i fari su quanto accaduto, affinché non si ripeta mai più.

Il campionato di calcio greco intanto è stato sospeso a tempo indefinito. L'annuncio è stato dato dal ministro della cultura e dello sport greco, Georgios Vassiliadis, dopo un vertice con il governo di Atene durato quasi tre ore. Il campionato "non riprenderà senza un nuovo quadro di regole concordato tra tutti", ha detto il ministro Vassiliadis, aggiungendo di essere in contatto con l'Uefa. Savvidis, tra gli uomini più ricchi dela Grecia, è nato in Georgia da una famiglia di origini greche ed è stato anche membro del Parlamento russo. La polizia ha emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti

Commenti
Ritratto di gzorzi

gzorzi

Lun, 12/03/2018 - 16:15

A napule e' uguale, ma perdono comunque.