Ma il green è tornato il vero amore di Woods

Venti. Venti major: è l'ossessione di Tiger, o se preferite del nuovo Tiger. Non punta ai 18 di Jack Nicklaus, ma crede di poter arrivare alla cifra tonda. Notah Begay III, uno dei suoi migliori amici, parla di lui così: «Lo vedo sorridente, equilibrato, perfino cordiale, addirittura felice». Sarà la ritrovata forma fisica oppure lo swing che sente come nei tempi d'oro, sarà la nuova love story con la sciatrice Lindsey Vonn, fatto sta che la vittoria all'Arnold Palmer Invitational lo ha riportato dopo 29 mesi in vetta al ranking mondiale (ultima volta il 30 ottobre 2010), suo regno per quasi dodici lunghi anni (623 settimane da numero uno, 281 consecutive). Ora sente il profumo di successo in un major che manca da quel 17 giugno 2008 a Torrey Pines, quando batte Rocco Mediate allo spareggio, all'Us Open. Da quel giorno è calato il buio: è sprofondato in una spirale negativa fatta da litigi coniugali, scandali a luci rosse, riabilitazione, poi il divorzio e un golf grigio, privo di acuti. Ora rieccolo ruggente ad Augusta, dove ha già stravinto nel 1997 per poi ripetersi altre tre volte, l'ultima nel 2005. Insomma, è fermo a quota 14 (Jack Nicklaus ne aveva vinti altrettanti alla sua età attuale, 37 anni), le vittorie totali sono 77, cinque in meno di Sam Snead, il leader all time. Nove vincitori del passato su dieci lo danno come grande favorito: Gary Player sostiene che per vincere il Masters ci vuole un gioco corto strepitoso e ora, secondo lui, Tiger sta puttando divinamente. Conosce benissimo il percorso, fra l'altro molto adatto alle sue caratteristiche, è in gran forma: la folla sarà tutta per lui, con Tiger protagonista un major diventa un evento tipo Super Bowl, con un tifo da corrida. Il canale CBS, che trasmetterà in diretta il Masters, sa già che gli ascolti saranno da record, perché nella gara dic un mese fa ci fu un incremento del 42% rispetto 12 mesi prima. Il motivo? Qualcuno giocava divinamente...