Grinta, battute e serenità Le panchine del nuovo SudBenitez e Gattuso conquistano i tifosi

Aurelio De Laurentiis lo chiama Rafa e l'ex Chelsea lo corregge: «Da quando sono qui mi chiamo Rafè». Alla napoletana, e questa è esperienza internazionale, poche storie.
Zamparini ha cercato di fare meglio e ha tirato fuori la migliore della giornata, forse anche del mese: «Vi prometto che non lo esonero». Parlava di Gennaro Gattuso e aveva già raccontato come fosse arrivato alla sua nomina: «Ha spiegato a tutti come con mezzi modesti ma con una grinta atomica, si può conquistare il mondo». Ringhio l'ha capita, ma l'ha presa bene: «Sarei venuto qui a lavorare anche a gratis». E Zamparini lo ha benedetto subito.
È il giorno dell'esordio, poi arriveranno anche le prime giornate di campionato. A mercato chiuso è stato il giugno delle panchine, Bayern, Barcellona, Madrid, Manchester Utd, City, Chelsea, Psg, Inter, Roma, adesso Rafè a Napoli eSan Gennaro a Palermo.
È filato tutto liscio, forse Zamparini ha un po' sbarellato quando ha detto ai tifosi che lo stavano contestando che la serie B può anche diventare un'opportunità. «Vattene, buffone», è stata la risposta, questo non è bello e ha fatto un po' scendere il livello dell'evento. Per fortuna c'era Gattuso che magari non avrà il lessico di Laurent Blanc ma sa arrivare all'osso: «Lui crede in me - ha detto quasi incredulo riferendosi al suo presidente -. Non ho esperienza, è vero, ma non è che per vent'anni ho fatto il pescatore». Boato quando si è affacciato al balcone del Renzo Barbera: «Sarò il vostro Conte - ha detto ai tifosi -, adesso penso solo ai rosanero, loro saranno il mio Milan». Ha messo dentro un po' di tutto ma con le dosi giuste.
Anche Rafa Benitez non è uscito dal copione e si è detto felice e motivato, ha preso alloggio sul lungomare ed è pronto a iniziare, sono parole sue, questa nuova tappa della sua carriera: «Ho ricevuto tante dimostrazioni d'affetto e messaggi commoventi da sentirmi subito in debito con tutti coloro che fanno parte di questa grande famiglia e di un club che è molto più di un sentimento». E ha ringraziato preventivamente la città di Napoli che ieri si è mobilitata per accoglierlo: «Sono contento di essere qui, in una squadra forte, che ha fatto bene e vuole fare meglio - ha esordito nel suo ottimo italiano, ma ne conosce altre sette di lingue e ha promesso di imparare pure il dialetto napoletano-. Abbiamo un progetto, vogliamo crescere. Ci sarà bisogno di una rosa per fare campionato e Champions. Ho parlato con Cavani e spero di poterci parlare altre volte». Non ci sono code per pagare i 63 mln della clausola, confusione.