Guai per Miccoli: condannato a tre anni e mezzo per estorsione aggravata

Secondo la procura di Palermo, Miccoli si sarebbe rivolto a Cosa Nostra per fare in modo che a un suo amico venisse saldato un debito da 20mila euro

Fabrizio Miccoli ex calciatore di Juventus, Palermo, Lecce e Benfica è stato condannato, con rito abbreviato a 3 anni e mezzo per estorsione aggravata dal metodo mafioso. La procura di Palermo, infatti, sostiene che l'ex attaccante nato a Nardò si sia rivolto a Cosa Nostra per fare in modo che a un suo caro amico fosse saldato un debito da 20mila euro. Miccoli, nel novembre dell'anno scorso era stato rinviato a giudizio, mentre oggi a distanza di quasi un anno è arrivata la decisione del gup Walter Turturici, dopo 8 ore di camera di consiglio.

Secondo la Procura, Miccoli avrebbe fatto partire un meccanismo di estorsione nei confronti di Andrea Graffagnini, per fare in modo che il suo amico Giorgio Gasparini, ex fisioterapista del Palermo, riavesse indietro i 20.000 euro sollecitando il figlio del boss Kalsa Antonino, Mauro Lauricella, a chiedere il denaro in maniera di certo non amichevole. Gli avvocati di Miccoli, Giovanni Castronovo e Giampiero Orsini, avevano chiesto l'assoluzione piena per il folletto di Nardò mentre la richiesta della procura era di 4 anni. I legali di Miccoli hanno commentato così la decisione della Procura: "Siamo sconcertati, ricorreremo in appello", mentre l'ex attaccante si è limitato a dire: "Oggi lascio Palermo".