"Guardami, guardami" così Romero ha ipnotizzato Sneijder sul rigore

I calci di rigore, soprattutto in un Mondiale, diventano una guerra di sguardi, di gesti, di nervi. È stato così nella seconda semifinale fra Argentina e Olanda, e in particolare fra Romero e Sneijder: il portiere lo provoca (in italiano) e il fantasista "oranje" sbaglia

La parata di Romero sul penalty di Sneijder

Decisivo per la sconfitta dell'Olanda è stato il terzo calcio di rigore, quello parato da Romero a Sneijder.

E altrettanto decisivo per l'errore - forse - è stato l'atteggiamento tenuto dal portiere argentino negli istanti che hanno preceduto l'esecuzione. Con fare deciso ha provocato Sneijder, utilizzando parole della lingua che i due hanno in comune: l'italiano. "Guardami!", ha ripetuto tre volte Romero all'indirizzo dell'avversario, che ha ostentato freddezza. Il messaggio provocatorio, però, deve aver colpito in pieno il bersaglio, visto che il rigore calciato dall'ex Nerazzurro  è stato tutt'altro che impeccabile.

Trascinatore della nazionale olandese nel Mondiale di quattro anni fa in Sudafrica, il fuoriclasse degli "arancioni" è mancato nel momento decisivo, facendosi irretire dal portiere avversario. Il suo errore, secondo per l'Olanda, ha di fatto impedito agli uomini di Van Gaal di raggiungere la finale. L'eroe è diventato Romero, estremo difensore scaricato dalla Sampdoria e, beffa per gli Oranje, con un passato proprio in Olanda, all'AZ Alkmaar. Il protagonista assoluto della semifinale è stato lui, immortalato dalle telecamere di "OléTevé" mentre legge un fogliettino prima dei calci di rigore. Tutti pensavano appunti sugli avversari che si sarebbe trovato di fronte di lì a poco, emntre poi è emersa la versione di una frase a lui significatia: sia quel che sia una rapida ripassata e poi il foglietto è finito dentro i calzoncini. E, a giudicare dall'esito dei rigori (due quelli parati), Romero ha fatto bene i compiti.