Guarin trova il gol, Balo il palo

Il Milan parte meglio, però Luiz Adriano si mangia due reti I nerazzurri risolvono la sfida con un assolo del colombiano Poi Supermario dà la scossa, ma la rincorsa finisce sul montante

U na sassata di Fredy Guarin a mezz'ora dalla fine ha messo l'Inter là in cima con due punti sul resto della serie A dopo tre giornate, poco per aggiungere altro, tanto per sentirsi gonfi di autostima da far invidia.

Il derby forse non è mai una partita vera, ma se lo vinci te lo porti dietro per mesi, il finale è rossonero, i tre punti sono nerazzurri. Eppure Bacca e Luiz Adriano nei primi minuti hanno illuso.

Il Milan è partito meglio, l'Inter ci ha messo un po' a capire cosa doveva fare, nel frattempo ha rischiato perché Luiz Adriano e Bacca sembra che giochino assieme da una vita, e Murillo era perso. Dopo tre minuti ha servito Bacca al limite dell'area, poi si è fatto saltare secco, palla a Luiz Adriano e Handanovic di piede ha tenuto lo 0-0. Questo Milan segna, questione di tempo, neanche troppo, il pensiero è comune. Luiz Adriano quando parte è finita, imprendibile, Juan Jesus in scivolata in area gli ha stoppato un destro a colpo sicuro, era passato da poco il quarto d'ora e l'Inter onestamente non si era ancora vista. E se in troppi le davano più credito, c'era da stabilire un contatto fra le idee del Mancio e il risultato sul campo.

Medel al fianco di Murillo, debutto di Melo, dentro subito Perisic a destra nel 4-3-3.

Il Milan meglio ma neanche troppo, arrivato alla mezz'ora si è come fermato. Montolivo davanti alla difesa, Honda trequartista dietro le due punte, Balotelli in panchina. Apparentemente sono scelte a rischio calcolato, l'Inter gioca sulla materia, il Milan è più leggero, i due tecnici le hanno provate in settimana e ne sono usciti convinti, un derby che arriva presto ma con quindici giorni a disposizione per prepararlo al meglio. Medel peraltro è praticamente una scelta forzata, Ranocchia non ha dato a Mancini le garanzie necessarie, giocatore da recuperare sotto ogni profilo, entra nel finale a fare muro, il capitano è un'altra cosa.

L'Inter impiega un po' a capirla, ma quando inizia a girare mostra potenzialità da prima in classifica, il derby resta bruttino, Mauro Icardi riceve il primo pallone decente a un minuto dall'intervallo nel più classico dei servizi, palla che gli sfila sul fianco, destro in giravolta, angolo. La seconda ce l'ha nel recupero ed è ancora più clamorosa quando solo davanti a Diego Lopez e in piena area, lo perdona con un sinistro a mezza altezza debole con l'unico effetto di pareggiare la clamorosa occasione di Luiz Adrano in apertura.

Il Milan si sgonfia lentamente, l'Inter non riesce a prendere quota più di tanto, gioco se ne vede poco, chi può accendere la luce rossonera? Bonaventura si vede solo su disimpegni in orizzontale, Kucka neppure quelli, Honda si trova spesso Perisic fra i piedi e a Luiz Adriano non arriva più niente. E così quasi per inerzia l'Inter prende campo, monta, tira in piedi un paio di palle pulite in area rossonera e va in vantaggio con un sinistro di Guarin a cui Montolivo e compagni lasciano attraversare il campo, caricare il sinistro, prendere la mira e fulminare Diego Lopez. Un'incursione di Perisic per Guarin che Diego Lopez devia sopra la traversa e un centro di Santon per Icardi in tuffo di testa nell'area piccola, giustificano il vantaggio e costringono il Milan a farsi vedere, scendere, scoprirsi, rischiare. Quando entra Balo le squadre sono stanche, non trova sponde, deve risolvere da solo, fionda da 25 metri, coglie il palo esterno basso alla destra di Handanovic. Forse la differenza fra Inter e Milan è stata tutta qui.