Hackett veste Armani e sfila su Cremona Con lui Milano sogna

Il fuoriclasse neo acquisto dà armonia al gioco Finisce 81-66. E Siena senza Daniel crolla in casa

Il gospel di Daniel Hackett per la capanna dove Luca Banchi prova a cambiare le pecore di lana pregiata in lancieri per dare un senso alla spesona di re Giorgio che ieri non ha visto il primo tuffo del nuovo asso davanti ai suoi seggiolini vuoti, ma sa di aver preso un giocatore che non ama perdere, cosa accaduta a molti dei suoi nelle ultime stagioni. Ha la faccia, Daniel delle spelonche, di chi sa di avere bisogno dei fatti per far capire perché quando giocava contro ci rimettevano quasi sempre gli avversari in frac. La cosa strana è che la curva gli faccia sapere che il passato non si cancella, poi gli dicono che il benvenuto se lo deve meritare, ma qui il tifo parla ai bastonati di Cantù più che al leone che staccandosi da Siena deve aver lasciato gente addolorata se la Mens Sana, che fino alla separazione era stata straordinaria, è partita così male in casa contro Caserta 5-20, 21-44 all'intervallo, ed è uscita bastonata in casa sua (60-81) anche se chi la insegue non ha fatto meglio.
Hackett come le adorate punte in cristallo sull'alberone dell'Emporio che ora dovrà capire in fretta cosa cambia a Silverado, perché comincia il mese degli esami senza ritorno, quello dove è proibito sbagliare, vietato iniziare come nel primo quarto contro Cremona ultima in classifica (15-24) anche se poi è bastata la polvere d'oro sparsa dal nuovo arrivato per ridare armonia all'attacco (81-66 alla fine) e sostanza alla difesa ancora senza David Moss che, però, faceva il suggeritore in panchina per il compagno dell'ultima grande stagione senese. Domenica prossima ancora al Forum contro Avellino che dopo aver sbancato Bologna ieri ha rimontato 15 punti in casa contro Brindisi, arrivando al successo (85-83) negli ultimi secondi con Ivanov e Cavaliero. Poi la salita si farà molto più dura: inizio della seconda fase di eurolega il 2 gennaio ad Atene con il Panathinaikos dai denti verdi, il 5 in trasferta a Sassari, poi l'Olympiakos detentore del trofeo continentale al Forum il 9, quindi Siena il 12 per chiudere il girone d'andata in un posto non troppo scomodo fra le otto che a febbraio, sempre ad Assago, si giocheranno la coppa Italia. Certo visti i risultati di ieri con le cadute di Cantù a Venezia e di Sassari a Roma che torna nel grande cerchio magico, ora sembra tutto più facile. Ci mancherebbe. Mettiamoci poi, nel calendario del nuovo anno i piatti freddi col veleno di Scariolo e poi quello della prima di ritorno con Brindisi che fa dannare Bucchi, ma che fece del male alla prima Milano dell'anno quella che poi ha peccato abbastanza tanto da arruolare ben 15 giocatori anche se ieri è stata l'ultima volta in panchina di Haynes diretto a Siena nella combinazione da due milioni di euro che ha portato nell'accampamento delle scarpette rosse il grande capo dei piedi verdi.
Per Hackett 22'15" in campo, maglia numero 12, esordisce con un assist per il Melli che chiude con 19 punti e 12 rimbalzi perché se il gioco gira lui sa cosa fare. Ecco Daniel cambia senso a tutto entrando a 1'26" dalla fine del primo quarto sul 13-21. Lo vedi, lo capisci dall'intensità difensiva di gruppo che sale come nella galea di Ben Hur. Non gli va tutto bene, 2 su 4 al tiro, 5 punti, 3 palle perse, 1 recupero, ma contava partire con le sensazioni giuste. Contento lui alla fine per l'accoglienza dei compagni e anche della gente. È il grande salto, arriva per dare a Milano successi che mancano dall'altro secolo. Diciamo che nel cerchio Banchi è stata ricostruita la piccola Siena con Moss, Kangur, Hackett, il preparatore atletico. Dovranno stare in trincea lasciando fuori tutti quelli che si ostinano ancora a credere che certi risultati arrivano per grazia ricevuta. No. Scudetto e seconda fase dell'eurolega per essere presi, adesso che sembrano più vicini, hanno bisogno di lavoro e di sale, non di zucchero.