Higuain lascia ancora il segno La Signora riparte col record

Dybala stavolta non tradisce, altra doppietta del Pipita La Juve centra la 26ª vittoria di fila e dimentica Doha

La Juventus inizia con il piede giusto l'anno nuovo. Una vittoria di sostanza con il Bologna per scacciare la rabbia della supercoppa persa contro il Milan nel deserto, quindici giorni fa nell'ultima gara del 2016. La Juve balla il tango di "capodanno" con Higuain-Dybala di nuovo insieme da titolari. Doppio Pipita e rigore di Dybala per una Signora che esce dai box meglio delle inseguitrici. Perché vince nettamente, mentre le altre lo fanno in rimonta e in extremis (Napoli e Inter), o nel finale (Milan e Lazio) o su autogol (Roma). Un messaggio a chi voleva vedere crepe dopo la delusione di Doha è la ventiseiesima vittoria di fila in casa, record di tutti i tempi. Della partita coi rossoneri resta solo l'emergenza di terzini con Alex Sandro e Dani Alves ko, il fantasma di Evra in uscita.

Comunque è sempre più la Signora di Higuain, nonostante il gelo di tre gradi sotto zero. Eppure si continua a giocare in notturna in pieno inverno senza che nessuno dica niente. Ma il Pipita non è congelato e riparte da dove aveva finito e cioè dal gol decisivo alla Roma. Come contro i giallorossi l'argentino segna in avvio, per la precisione dopo sette minuti contro il Bologna, la sua quarta rete nel primo quarto d'ora in campionato, mentre sono addirittura otto le reti per una Signora che parte a razzo come nessuno nel torneo. A conferma di una squadra che approccia sempre bene la gara, l'eccezione è quella con il Genoa. Ma come successo a Doha in supercoppa contro il Milan la formazione di Allegri segna e si ferma, una lezione quella impartita dai rossoneri che evidentemente gli juventini non hanno metabolizzato perché lasciano l'iniziativa al Bologna. Tanti errori in fase di costruzione, manovra compassata affidata solo alle giocate dei singoli. Pjanic trequartista alle spalle della coppia argentina Dybala-Higuain, fa meglio, ma non ci voleva molto, di quanto mostrato finora. È proprio lui che pesca il cioccolatino dalla calza della befana per Higuain che lo deve solo scartare davanti a Mirante, il portiere che a inizio stagione aveva anche temuto di non poter più giocare.

Il bosniaco sembra trovarsi a suo agio in quella posizione dove ha meno compiti tattici e soprattutto gode della libertà di andarsi a cercare la posizione migliore, favorito anche dal fatto che attorno gli gira un Dybala che parla la sua stessa lingua "calcistica". Il Bologna non resta certo a guardare con Di Francesco, altro figlio d'arte che, come il Chiesa della Fiorentina alla prima giornata, si esalta allo Juventus Stadium dando coraggio ai rossoblù che in ripartenza danno spesso fastidio alla linea difensiva bianconera. Neto non deve fare parate degne di nota, ma anche il pubblico mugugna per una Signora che non è certo bella da guardare. A togliere l'ansia ci pensa il rigore procurato da Sturaro grazie all'ingenuo Oikonomou che rovina addosso al centrocampista della nazionale. Dal dischetto non sbaglia Dybala che ritrova il gol dopo quasi tre mesi, dal 15 ottobre (doppietta all'Udinese). Joya di nuovo titolare dopo l'infortunio con Massimiliano Allegri che rinuncia al leone Mandzukic per puntare sulla qualità. Poi al resto ci pensa quasi sempre Higuain che a inizio ripresa cala il tris, quarta doppietta in bianconero e dodicesimo gol in campionato, e con una ripartenza letale mette in cassaforte i primi tre punti del 2017 per una Juventus che poi si diverte anche. Con questo passo ha una proiezione finale a quota novantaquattro: con una partita in meno (da recuperare contro il Crotone) gira comunque la boa a più quattro sulla Roma prima inseguitrice. Vantaggio da amministrare anche in ottica Champions League. E da Firenze inizia la discesa, l'impressione è solo la Juve può fare male a se stessa.