Higuain: "Non potevo stare un minuto di più con ADL"

Gonzalo: «È per De Laurentiis che ho lasciato Napoli» Ma aggiunge: «Juve sa vincere, ecco perché l'ho scelta»

Torino Venti minuti scarsi, già indossando la divisa ufficiale bianconera, per dire la sua. Provando inizialmente a non farsi coinvolgere dalle polemiche e a dirsi semplicemente «felice di essere qui». Però, strada facendo, Gonzalo Higuain dice chiaro e tondo che il suo arrivo alla Juventus è da addebitare al comportamento di De Laurentiis: «Non sarei rimasto con lui un solo minuto in più».

Partiamo dal Napoli: vuole rivolgere un messaggio ai suoi vecchi tifosi?

«Certamente: li ringrazio per l'amore che mi hanno dato e per come si sono sempre comportati nei miei confronti. Finora sono rimasto in silenzio, ma ho letto e ascoltato di tutto: capisco la loro arrabbiatura e per certi versi anche gli insulti. A Napoli ho trascorso tre anni meravigliosi, ma ho fatto una scelta e ora penso alla Juve: il mio presente e il mio futuro sono qui».

Sarri si è lamentato di non avere ricevuto nemmeno una telefonata da parte sua.

«Ho deciso di restare in disparte, godendomi la vacanza con la famiglia e i miei amici. Del mister parlo solo bene: è stato un grandissimo allenatore. Se si è arrabbiato, gli chiedo scusa. Lo saluto da qui».

E a De Laurentiis cosa vuol dire?

«Non gli devo dire nulla. La pensavamo diversamente: il modo in cui ragionava non era il mio. La scelta di lasciare Napoli è stata dettata da alcune sue decisioni. Mi ha spinto lui ad agire così: altro non dico».

Era un problema di ambizioni societarie?

«Dopo tre anni, era arrivato il momento di cambiare aria. Ringrazio tutti, lo ripeto ancora. Ma non De Laurentiis, con il quale non avevo più alcun tipo di rapporto. Lui non è stato bene con me e io non avevo voglia di passare un solo minuto in più in sua compagnia».

Quando è nata la trattativa con la Juventus?

«Penso solo all'oggi e al futuro che mi aspetta».

Vuole rispondere a Totti, che un paio di giorni fa ha parlato di «nomadismo monetario» a proposito dei grandi giocatori che cambiano squadra?

«Sull'argomento non ho nulla da dire. Francesco è e rimane un grandissimo calciatore».

Cosa si prova a essere diventato il giocatore più pagato nella storia della serie A?

«Non me ne rendo ancora conto, in effetti. Di sicuro dovrò dimostrare di valere i soldi che hanno deciso di spendere per portarmi a Torino».

Perché la Juve?

«Perché è una grandissima squadra, con una mentalità vincente e un progetto incredibile. Sono qui per dare una mano a tutti, ringraziando Agnelli, Marotta e Paratici per gli sforzi fatti. Speriamo di vivere una grande stagione».

Che idea si era fatto della Juventus?

«Questa è una società conosciuta ovunque nel mondo, un super club abituato a vincere: è il motivo principale che mi ha spinto qui. Non è stato per nulla facile lasciare Napoli, ma era la miglior decisione possibile per la mia carriera».

Dybala l'ha aiutata a prendere questa decisione?

«Gli ho parlato, certo. Abbiamo un ottimo rapporto, anche in Nazionale. Dove spero che ci ritroveremo: se faremo bene con la Juventus, sarà una logica conseguenza.

Il triplete è un obiettivo raggiungibile?

«Qui sono abituati a vincere. Non sarà facile, ma quello deve essere il nostro pensiero fisso».

C'è un giocatore del passato della Juve che le piaceva in particolar modo?

«Quando ero al Real Madrid, ammiravo Del Piero. È sempre stato uno dei miei preferiti».

Si immagina in competizione con Mandzukic?

«Immagino una Juventus formata da tantissimi grandi calciatori. La concorrenza non è mai stata un problema: c'era anche a Madrid, con i vari Raul e Van Nistelrooj. Ognuno però ha avuto lo spazio che si meritava. Sarà lo stesso anche qui: ragioneremo e lotteremo tutti insieme per il bene comune».

Peggio avere a che fare con la difesa della Juve tutti i giorni in allenamento o due volte all'anno, da avversario?

«Sarà la conferma che i grandi giocatori non mancano. E che ognuno gioca per il proprio compagno, senza aspettare che il singolo risolva la situazione».

Si è molto favoleggiato sulla sua nuova casa torinese da 30.000 euro al mese di affitto, con piscina interna e chissà cos'altro: andrà davvero a vivere lì?

«A volte escono notizie davvero singolari: non ci sono mai stato e questi sono i miei primi giorni torinesi. Non lo so ancora, comunque. È però buffo che qualcuno abbia anche pubblicato una mia foto lì dentro».

Commenti

veromario

Ven, 29/07/2016 - 08:34

sulla questione de laurentis condivido pienamente credo che non ci sia un altro presidente borioso ed antipatico come lui.

lento

Ven, 29/07/2016 - 09:17

I calciatori,Merce di scambio dei presidenti Padroni!

giovauriem

Ven, 29/07/2016 - 11:23

anche io credo che uno dei motivi che l'anno portato a torino(al 10%) è stata la spocchia , la tracotanza che ha de laurentis ma l'altro 85% è stata la sete di soldi che ha higuain e la sua famiglia , d'altronde sono "paesani" della famiglia belen rodriguez e fanno quasi lo stesso mestiere .

Ritratto di stenos

stenos

Ven, 29/07/2016 - 11:35

Uno che era all'Inter disse: me ne vado al Barcellona per vincere la CL. Porta male.