Hiljemark bomber di razza. Vazquez, serata no

LondraCi sarà un motivo se il Giappone batte il Sudafrica e l'Italia resta a guardare. Contro la Francia finisce 32 a 10 ed è una lezione severa. Azzurri anonimi e Francia solida e cinica che passa al debutto anche grazie al dazio che la truppa di Brunel paga sul piano della disciplina.

Si comincia con tre punizioni prese in 3 minuti. E in un mondiale non te lo puoi permettere. Michalak ci grazia in una circostanza ma è un pannicello caldo. Ci va di lusso anche quando Nakaitaci va in meta. Il television match official prima convalida la marcatura poi, a un secondo controllo “pesca” tra i fotogrammi una fatale infrazione dell'ala transalpina. Tiriamo un sospiro di sollievo in questo mondiale giocato più davanti alla tv che sul campo.

La rotta è comunque segnata. Se Michalak centra i pali, Allan non fa lo stesso. Sul tabellone mancano i punti e sul campo manca il gioco. Un bel guaio per una squadra che deve fare a meno anche di Andrea Masi, costretto ad abbandonare il terreno. E allora è il coraggio che ci tiene in piedi. In difesa, se non altro, gli azzurri sono ordinati ma le energie spese in rapporto alle occasioni che ci passano per le mani sono insostenibili. Anche perché Saint Andrè rovescia l'inerzia del match chiedendo ai suoi molta pressione per arginare l'iniziativa italiana. I falli sul punto d'incontro tracciano la via per i calci di Michalak con la Francia che comunque resta in controllo del match rispondendo alle domande “a piacere” dell'esame di italiano. Allan ci tiene in piedi poco oltre la mezzora con tre punti che aprono l'ossigeno ma è un missile da 50 metri di Scott Spending a ributtarci indietro nel punteggio. E il 10 francese non è da meno sul finale di primo tempo. Sono i falli azzurri a fare la differenza, c'è poco da fare. I Bleus giocano con il navigatore. Gli azzurri navigano a vista, senza riferimenti. L'assenza di Parisse si sente eccome.

La musica non cambia nella ripresa. Non è solo dal punto di incontro tra attacco e difesa che arrivano le punizioni che ci condannano. E' una questione generale con gli azzurri che fanno le comparse davanti a una Francia che fa la sorniona e passa alla prima vera accelerazione. A toccare è Slimani ma anche qui gli azzurri restano a guardare il cielo sopra Twickenham. Gori ci prova in solitaria ma la moviola gli toglie la soddisfazione della meta. Meta che arriva con Venditti lanciato dal 9 azzurro in velocità sul lato chiuso. E' un flash che non cambia la serata. La Francia continua a gestire e l'Italia si aggrappa alla mischia. Resta l'arma migliore che abbiamo ma la utilizziamo con le polveri bagnate. Entra Simone Favaro perché c'è bisogno di recuperare palloni. Il trevigiano mette in vetrina un placcaggio da antologia ma nella serata londinese non basta a invertire la rotta. Arriva anche la meta di Mas che tocca l'ovale sulle protezioni dei pali. E cosi si finisce con Twickenham che sembra lo Stade de France e gli azzurri che tornano nel cono d'ombra aspettando Parisse e il Canada.