Hirscher & Fenninger Austria padrona dello sci

Hanno vinto tutto: lui slalom (Razzoli 2°), lei gigante Oltre alle coppe di specialità e alla classifica generale

MeribelL'inno austriaco è risuonato ben sette volte ieri nel cielo di Meribel: nell'ultima giornata della Coppa del mondo Marcel Hirscher e Anna Fenninger hanno fatto i cannibali vincendo gara (slalom lui, gigante lei), coppa di specialità (idem) e coppa generale. Sul gradino più alto del podio salgono alla fine anche tutti i loro dirigenti, i tecnici e qualche fedele compagno a ritirare il trofeo a squadre che per la 25ª volta consecutiva finisce nel paese di Mozart. L'ultima sinfonia dei due fenomeni, guarda caso nati e cresciuti nella zona di Salisburgo, è di quelle che lasceranno il segno e Meribel, località diventata tristemente famosa per il drammatico incidente di Michael Schumacher, entrerà nella storia dello sci per aver celebrato il primo uomo capace di conquistare quattro coppe del mondo consecutive. Perché anche Gustav Thoeni, Pirmin Zurbriggen e Hermann Maier hanno vinto quattro volte il titolo di numero 1 della stagione, ma mai in quattro anni.

Inutile dire che il record di Marc Girardelli, cinque trofei, è in serio pericolo, ma per il momento Hirscher non ci pensa, si gode «il primo record della mia carriera» e sembra arzillo e pieno di energie come alla prima gara di Soelden, cinque mesi fa. Ben diverso il viso di Anna Fenninger, provata dall'estenuante sfida finale con Tina Maze, conclusasi all'ultima curva dell'ultima manche dell'ultima gara, il gigante di ieri, appunto. La slovena lo ha affrontato con 18 punti di vantaggio, l'austriaca si è difesa andando all'attacco e alla fine della prima manche era al comando, con 27/100 sulla Maze. Che non ha mollato, ha messo le ultime energie in pista e forse sperato che Anna sbagliasse per la prima volta negli ultimi tre mesi, ma no, Anna non ha sbagliato, ha vinto ancora, l'ha fatta piangere e rammaricarsi per i troppi punti persi da gennaio in poi. Per la Fenninger è la seconda vittoria consecutiva nella classifica generale, «ma senz'altro la più sofferta, mai in vita mia avevo dovuto lottare in questo modo per raggiungere un obiettivo».

L'anno venturo Anna sarà ancora in pista per lottare, forse non più con la Maze, che a freddo deciderà se ritirarsi o meno, ma di sicuro con Lindsey Vonn, ieri tornata fra le migliori in gigante con il quinto posto che le ha regalato anche il terzo nella coppa generale davanti a Mikaela Shiffrin, un'altra che punta a diventare la numero 1, non solo dello slalom. Per l'Italia, seconda nella classifica per nazioni alle spalle dell'Austria, ieri c'è stata la gioia del secondo podio consecutivo di Giuliano Razzoli, sconfitto solo da un imbattibile Hirscher. In questo finale di stagione l'emiliano si è preso molte rivincite dimostrando che quando sta bene e parte con numeri decenti fra i più veloci c'è anche lui. Peccato per Stefano Gross, al comando a metà gara e sesto alla fine, ma con i dolori che da un mese lo perseguitano impedendogli di allenarsi non poteva fare di più. E peccato anche per Marta Bassino e Federica Brignone, quarta e quinta a metà gara, finite poi decima l'una e con la faccia nella neve l'altra, lasciando a Nadia Fanchini, sesta in gara e in coppa, il ruolo di numero uno azzurra della specialità.