Hirscher stella gigante Chi si avvicina si scotta

Kristoffersen e Pinturault felicissimi del podio De Aliprandini e Tonetti saltano per inseguirlo

PyeongChang Marcel Hirscher, ancora lui. Gli altri si inchinano, ma non solo, perché c'è anche chi, per provare a batterlo, va oltre i propri limiti e non sempre il finale è quello sperato. Luca De Aliprandini ieri sera si aggirava per Casa Italia zoppicando, tutti gli facevano i complimenti, ammirati per il suo coraggio, in pista aveva dato spettacolo, ma i suoi Giochi si sono chiusi dentro le reti a pochi metri dal traguardo e oggi dovrà fare una risonanza magnetica per verificare che il suo ginocchio sinistro sia tutto intero.

Siamo all'Olimpiade, contano solo le medaglie, il ritornello della vigilia è lo stesso da sempre e una volta al cancelletto tutti si ripetono la frase come un mantra. Ma l'Olimpiade è anche il regno delle sorprese, la storia è lì a dimostrarlo e bisogna crederci, per non tornare a casa con qualche rimpianto. Ma di sorprese, a questo Hirscher monumentale, è difficile farne. Persino i grandi rivali delle ultime stagioni, Kristoffersen e Pinturault, ieri si sono accontentati dei posti d'onore: succedeva solo ai tempi di Stenmark, Tomba o Maier che il secondo e il terzo esultassero come se avessero vinto. Potere della superiorità assoluta, potere di questo piccolo grande uomo austriaco che rende semplici anche le cose più difficili e che mai come in questa stagione è parso solido tecnicamente, fisicamente e mentalmente.

Ci ha messo un po' Marcellino a farsi benvolere dal pubblico, da giovane era un po' più spavaldo, furbetto anche, a volte inforcava e faceva finta di non accorgersene, avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di vincere, ma poi è cresciuto, ha capito che rispettare gli avversari era ancora più importante che batterli e da allora battere lui è diventato quasi impossibile. Ieri Marcel ha disegnato due prove da antologia, nella seconda solo un disperato Kristoffersen, in rimonta dal decimo posto all'argento, ha saputo fare meglio, per appena 4/100, ma solo perché a poche porte dal traguardo, ormai sicuro della vittoria per distacco, Marcel si è rilassato, evitando di prendersi rischi sui dossi che nella prima manche avevano stoppato i sogni di gloria di Manuel Feller e Luca De Aliprandini, guarda caso proprio i due che fino a quel punto erano stati sulle code del padrone, l'azzurro a 10/100, l'austriaco a 11.

Analizzando i tempi delle due manches si scopre che tutti quelli che in alcuni tratti della pista hanno avvicinato Hirscher hanno poi fatto una brutta fine, vedi lo svizzero Justin Murisier, uscito nella prima dopo aver fatto segnare il miglior parziale nella parte alta, o la novità austriaca Stefan Brennsteiner, il più veloce in ogni tratto della seconda manche, prima di scivolare fuori e sprecare un'occasione incredibile, visto che a poche porte dal traguardo era sui tempi di Kristoffersen. Il fatto è che Marcel Hirscher sta allungando sempre più il passo e per non perderlo di vista gli avversari sono costretti a dare più del 100%. Cosa che in ogni gara cerca di fare Riccardo Tonetti, atleta esemplare sotto ogni punto di vista che non si vergogna a definirsi un mediano ed è consapevole che con la sua tecnica e il suo motore avvicinare Hirscher è impresa quasi impossibile. Ieri il bolzanino ha chiuso la prima manche al quarto posto, vicinissimo ai due che lo precedevano con Hirscher a 75/100. Perché non sognare? Nella lunga pausa fra una prova e l'altra Ricky non ha fatto altro che ripetersi il mantra olimpico, «contano solo le medaglie, contano solo le medaglie». Ci ha provato, gli è andata male. «Ma le emozioni che ho vissuto oggi non le scorderò mai». Anche questo è vero spirito olimpico.