Honda da urlo: Lorenzo con Marquez Ma la Ducati tutta tricolore fa sognare

Petrucci insieme a Dovizioso. Due super team: Spagna contro Italia

Sergio Arcobelli

Clamoroso è dire poco: Jorge Lorenzo lascia la Ducati e sposa la Honda Hrc ufficiale. Dunque, con Marc Marquez formerà dalla prossima stagione un Super Team. Anzi, un team maravilloso, un team di galacticos. Ma da ieri nasce anche un Super Team, made in Italy. Perché è Danilo Petrucci l'erede di Lorenzo. Due piloti italiani, quindi, su moto italiana. Un evento storico è dire poco.

Tutto provocato dall'addio di Pedrosa, 32 primavere, che al termine della stagione lascerà la casa di Tokyo dopo diciotto stagioni, tredici in motoGp. Cosa fa Honda? Sceglie il meglio che c'è sulla piazza: Lorenzo. Prima Johann Zarco, finito in Ktm, poi l'iridato di Moto3 Joan Mir, promesso sposo Suzuki e, in seguito, lo stesso Andrea Dovizioso, avevano respinto le avances dei giapponesi. E allora, in fin dei conti, non c'è da stupirsi così tanto che Honda Hrc si sia fatta avanti per Jorge. È un colpo da novanta confermato pure dalla stampa spagnola - che si può benissimo annoverare tra le bombe di moto-mercato più esplosive degli ultimi tempi.

D'altronde, non può che essere così. Perché Marc Marquez e Jorge Lorenzo daranno forma a un Dream Team inossidabile, tutto in salsa spagnola, imbattibile per chiunque. Più precisamente, Honda nel suo box potrà sfoggiare un duo capace di vincere gli ultimi sei mondiali della classe regina. Attenzione, dunque: questi due il prossimo anno potrebbero lasciare agli altri solo le briciole.

Sembrava quasi tutto apparecchiato per un ritorno del maiorchino in Yamaha, su una moto di un team satellite. E invece no. Anzi, il clamoroso accordo con Honda era arrivato da tempo, già prima del Gran Premio d'Italia. «Rinnovo con Ducati? Ormai è troppo tardi» la frase senza appello di Lorenzo rilasciata dopo l'exploit del Mugello. Un pilota veloce che ha già trentuno anni ma resta pur sempre un cinque volte campione del mondo. Magari in crisi, sì. Ma pur sempre un «campione» (Lorenzo dixit) e non soltanto un «grande pilota», la risposta polemica di Jorge all'ad di Ducati Claudio Domenicali.

Oltretutto, la firma con Honda arriva dopo il trionfo al Mugello. E, in tal senso, a nulla sono servite le parole di Gigi Dall'Igna, «con Lorenzo le porte non sono chiuse». Si pensava, infatti, che si fosse aperto un minimo di spiraglio su un possibile dietrofront di Jorge, ma lo spagnolo aveva già scelto di cambiare aria. Adesso manca soltanto l'ufficialità - è probabile arrivi a giorni -, ma Lorenzo è pronto a firmare un biennale e guadagnerà quattro milioni a stagione, in pratica riducendosi lo stipendio di un terzo rispetto all'ingaggio biennale firmato due anni fa con Borgo Panigale.

Il valzer dei piloti fa sì che a prendere il posto di Lorenzo sulla seconda Desmosedici ufficiale è Danilo Petrucci, che ha superato la concorrenza dell'australiano Jack Miller. Nella prossima stagione, il 27enne ternano farà, dunque, da spalla di Dovizioso e formerà un tandem tutto italiano su una moto italiana. Un Super Team tricolore. Un unicum, almeno nel passato recente del Motomondiale. Un'accoppiata del Belpaese che avrà un compito arduo: e cioè quello di fermare l'invincibile Armata, formata da una coppia di fuoriclasse che guida la moto più forte. Tremate gente, l'Honda spagnola è in arrivo.