Luca Dotto: "I 100sl come i 100 nell'atletica. C'è un fenomeno, ma dietro..."

Il re dello stile libero: "Ai mondiali una medaglia è fattibile, anche se non facile. La Pellegrini va preservata come una bandiera e nei 200 dorso potrebbe fare bene"

Ama James Bond e Costanza, uno è un'icona cinematografica, l'altra è la fidanzata che ha preso il posto della spadista Rossella Fiamingo. Ma a 20 anni, anzi 23, una fidanzata tira l'altra. C'è rischio di perdere l'aggiornamento. Poi fa l'uomo spot per una iniziativa benefica, “Colore e solidarietà” che vuol aiutare le persone malate di leucemia. Ti dice subito: «Non dimenticate di citare il gruppo sportivo Forestale e Arena, senza sponsor e senza un gruppo militare in Italia non si va da nessuna parte».

Luca Dotto ha la verve del sorriso che non conosce confini. Solita faccia da attor giovane. Non c'è solco di qualche delusione. Veneto, 23enne da corsa, anche in vasca. Parla, chiacchiera, racconta, si lascia andare e chissà che non gli serva a volare sull'acqua, nel mondo degli squali del nuoto. Re dello stile libero in tutti i sensi. Niente male quando raffica parole, quest'anno vorrebbe migliorare la bacheca delle medaglie nei 100 e nei 50. «Più 100 che 50» chiarisce.

L'estate si avvicina, i mondiali di Barcellona pure. I gossip di Federica Pellegrini nutrono il mondo del nuoto, gli altri remano. Anzi nuotano.

Dotto cosa pensa della storia chiusa tra Fede e Magnini?
«Mi spiace. Ma che dire? Una coppia messa giornalmente sotto i riflettori può sbandare. Crisi e storie finite: capita».

Ne risentiranno in vasca: Fede si è presa un anno sabbatico, ma Filippo deve lottare con la staffetta....
«No, Filippo sa staccare il privato dal lavoro in piscina. É un grande professionista. Non si trascinerà la storia in acqua. E Federica, finchè nuoterà, sarà un punto di riferimento».

Voi del nuoto non siete proprio tranquilli...
«Noi staffettisti ci siamo infilati nei litigi a Londra, ma ora siamo più umili. Quest'anno sarà micidiale con Russia, Australia, gli americani, la Francia che fa prestazioni incredibili in finale».

E voi...
«Se ognuno riuscirà a dare il 100 per cento.... Abbiamo aggiunto Leonardi: una bestia fisicamente e tecnicamente. Non si capisce perchè non sia venuto fuori prima».

Poi c'è Dotto con vista...
«Ho un argento da difendere nei 50 sl.: ma saranno duri. Sono realista, punto tanto ai 100 sl. Credo nella finale, mi basterà avere una corsia. Da noi è un po' come nella finale dei 100 in atletica: c'è un fenomeno e per gli altri due posti tutti se la giocano. Devi saper sfruttare le situazioni».

Per esempio ai Giochi...
«L'australiano Magnussen era il favorito: ha perso per un centesimo. L'americano Adrian è stato pazzesco. Arrivi dalle retrovie e via: è un esempio».

Per andare a medaglia serve un motore fuoribordo...
«Finora le cose sono andate bene. Una medaglia si vince sotto i 48 secondi. Fattibile, non facile. Mi sento il tempo, ho concentrazione e condizione fisica».

Il mal di schiena dell'anno passato?
«Mai avuto problemi, la schiena è cambiata. L'anno passato avevo perso leggerezza, in acqua ero bloccato. Quest'anno sono un outsider, convinto di dire qualcosa. Ma se arriverò 4°per un centesimo avrò rimpianti».

Le Olimpiadi sono servite, a parte il mal di schiena?
«Si, ero poco allenato sulle braccia, non in forma. Mi hanno fatto ragionare: se con una preparazione frettolosa ho realizzato tempi discreti...».

Quest'anno che Italia sarà?
«Aspettiamo Scozzoli nella rana: a Londra ha avuto la delusione più cocente. Poteva puntare alla medaglia e se l'è vista sfuggire. Mi incuriosisce Ilaria Bianchi, l'anno scorso ha fatto cose grandissime. Poi c'è Paltrinieri: lo vedo per una medaglia importante nel mezzofondo».

La Pellegrini è in vacanza...
«Federica va preservata come una bandiera. Ma nei 200 dorso potrebbe fare qualcosa di buono, anche se sta prendendo tutto alla leggera. La vedo in finale e nemmeno distante da una medaglia. Poi tornerà allo stile libero come un tempo».

Che ne dice della Idem ministro?
«Mi piace, Non seguo la sua politica, ma la rifondazione dello sport va al di là delle idee politiche. Va rifondata la base e servono fondi per le scuole».

Scuola, solito dilemma...
«Ecco, appunto. Qui la scuola vede lo sport come qualcosa che limita. Non come occasione di crescita. Fosse per me, andrei negli Stati Uniti».

A nuotare?
«Ci andrei a occhi chiusi. Da loro puoi allenarti e studiare con tranquillità. Quello che non c'è in Europa. Nel nuoto ci sarebbe difficoltà tra i circuiti professionistici e quelli delle Università: là studi e sei interno, devi seguire un solo circuito e non sei professionista».

Il suo problema sono gli appuntamenti, quasi li soffra...
«Ai campionati Primaverili ho avuto un po' di ansia. Mi sono fatto prendere la mano. Ogni tanto dimentico che devo nuotare per divertirmi».

E allora come fare nelle grandi competizioni?
«Sto meglio. Provo più tensione in Italia che a mondiali o europei. In quei casi uno si diverte ad esserci. Ai campionati nostri provo più ansia per il risultato».

Certo che uno così sciolto nelle chiacchiere, poi così ansioso. Un controsenso.
«Perché, che dice? Parlo troppo?».