I dubbi su quelle donne che corrono come uomini

La coda, la vita sottile, il corpo esile e bello. Lynsey Sharp è affascinante, Lynsey è Lynsey. E' donna che fa l'atleta, è femmina che corre e s'ammazza di fatica per emergere. Lynsey è giunta seconda nella semifinale degli 800 dietro a lei, a lui, a loro. A lei Caster Semenya incolpevole atleta dal sesso che non sai e però colpevolmente in gara fra le donne. A lui Caster Semenya, povera anima sottoposta a mille esami e lui, lei, sempre ubbidiente a farli. Lui, lei che la federazione sud africana ha confermato essere un pseudoermafrodita. Succede, capita, decide madre natura, solo che nello sport, poi, inevitabilmente, si creano discriminazioni.

Stanotte ancora. Ha vinto la semifinale comodamente Caster Semenya, mentre la bionda inglesina Lynsey s'ammazzava di corsa per starle dietro in un turbinio di capelli biondi e vita sottile e gambe lunghe affusolate che cercavano di star dietro a quei muscoli esagerati della sudafricana. Chi fa chi? Chi fa discriminazioni? L'atletica che fino a una sentenza del Tas aveva chiesto alla Semenya di sottoporsi a controlli ormonali per mantenere sotto un certo valore i livelli di testosterone naturale che aveva in corpo? Controlli che fino a che sono stati imposti avevano drasticamente ridotto le prestazioni dell'atleta. Performance tornate invece a svettare da quando è intervenuto il tribunale arbitrale dello sport. Chi discrimina chi? La presenza di Caster, e ora di altre due atlete di cui si dubita, anch'esse in gara domani nella finale degli 800 e anch'esse stanotte comode vincitrici (Francine Niyonsaba e Margaret Wambui) mettono in crisi le rivali dai corpi esili e delicati. Chi discrmina chi? Loro additate a non si sa che cosa? O le molte Lynsay di questo sport che non hanno speranza di farcela contro queste atlete dal dubbio perenne?

Il tema resto aperto. E per chi ama sognare, occhio a Lynsey e ai suoi capelli biondi. Magari un podio lo acchiappa. E sarà un podio che vale non oro. Molto di più.

Commenti

@ollel63

Ven, 19/08/2016 - 09:06

che schifo! Questa non è atletica. Questo si chiama "barare".

Rob29

Ven, 19/08/2016 - 16:09

Ma che razza di articolo è questo?! Che razza di titolo ha scelto "signor" giornalista?! Al di là dei controlli ormonali e degli esami che dovranno essere fatti non mi sembra assolutamente giusto scrivere un articolo in cui si insulta palesemente un'atleta (occhio all'apostrofo) e contemporaneamente si stereotipa un'altra atleta, indicandola come "bionda",un'atleta dal "corpo esile e delicato" senza lasciare nessun commento sulle capacità ATLETICHE e sportive delle atlete. Inoltre ritengo che un articolo che si basa sul "gioco" LUI/LEI sia di cattivo gusto oltre che irrispettoso. Magari dopo gli accertamenti si capirà meglio l'esito del dubbio, ma per ora l'uso del LEI è d'obbligo! CHI discrimina in questo caso siete proprio VOI!

Rob29

Ven, 19/08/2016 - 16:10

Chi discrimina siete voi!

Ritratto di thunder

thunder

Ven, 19/08/2016 - 22:11

Ma come...hanno lasciato a casa i russi e poi....che strano!