I gol di Menez spingono Destro lontano dal Milan

L'exploit del francese sottolinea la crisi di Mattia: solo 2 gol. Difficile il riscatto

I gol di Jeremy Menez stanno allontanando Mattia Destro dal futuro del Milan. Sono 15 (8 rigori compresi) e sono anche tutti mediamente decisivi. A far di conto, nelle pieghe della mediocre contabilità rossonera, si scopre infatti che i sigilli del francese anarchico hanno prodotto un fatturato di 13 punti, quasi un terzo del totale (38) incassato dalla deludente stagione targata Pippo Inzaghi. Il francese vanta altri primati a cominciare dal gran numero di palloni toccati (media di 42 a partita), per finire al modesto contributo offerto alla comunità (3 assist appena) e ai molti dribbling di troppo che sono il suo difetto più vistoso, in parte mitigato dai 31 passaggi buoni per il gol serviti ai sodali ma sprecati. Cosa c'entra Menez con Destro? La spiegazione è semplicissima. Il francese, arruolato a costo zero dall'ad Galliani con il consenso di Pippo (i due firmarono il blitz a Ibiza per incontrare il francese e Alex), al comando dell'attacco milanista nel sistema di gioco più efficace fin qui sperimentato, il 4-3-3, ha all'attivo la migliore performance .

Con lui falso neuve il Milan collezionò 14 punti nelle prime sette partite, una media molto promettente di 2 punti a partita seppellita dal gennaio orribile 2015 e dalle successive peripezie (infortuni e sconfitte a ripetizione). A questo punto, uno dei nodi da sciogliere nella prossima settimana, è rappresentato dal riscatto di Destro, fissato a 16 milioni nell'accordo sottoscritto a gennaio con la Roma. Qui interviene il primo quesito: il prossimo allenatore del Milan deve dare il suo benestare per una conferma del sistema di gioco. Mihajlovic, è una semplice segnalazione, con la Samp gioca il 4-3-3. Subito dopo c'è da valutare, bilancio alla mano (prossima chiusura meno 50 milioni ripianati dall'azionista Fininvest, di cui 30 provenienti dalla divisione sportiva a causa della mancata partecipazione alla Champions), se è il caso di investire la cifra di 16 milioni per il riscatto di Destro piuttosto che per un centrocampista di valore. A giugno torneranno dai rispettivi prestiti Niang (lucidato a dovere dall'esperienza di Genova con Gasperini) e Matri (rilanciato addirittura dalla Juve di Allegri), Pazzini è a fine contratto. Destro è attualmente fermo a due gol (contro Empoli e Fiorentina) ma è anche vero che rari sono stati i rifornimenti mirati ricevuti: appena l'hanno servito in area, ha fatto centro.

Commenti

superpunk

Mer, 25/03/2015 - 10:14

matri rilanciato dalla juve ? ma se son gioca mai. menez è buono solo nel casino milan visto che gioca come il driblomane ai giardinetti, non può essere inserito in nessuno schema, esperimento fallito da tutti gli allenatori seri.

Nonmimandanessuno

Mer, 25/03/2015 - 15:42

Il problema degli attaccanti del Milan è sempre stato uno, e uno solo: il tipo di gioco. Non è possibile infatti che costoro, quando se ne vanno, nelle altre squadre fanno bene il loro mestiere. Nel Milan, che trotterella, con passaggi a caso, mai in profondità, si pretende e si arriva , di fatto e sempre, nell'area avversaria tutti insieme per pestarsi i piedi, con qualche rimpallo che talvolta può finire in rete, calciato magari da un difensore. Da anni non c'è uno schema che favorisca l'attaccante; solo sporadici lanci lunghi a favore dei difensori avversari. Di regola i giocatori non saltano l'uomo, e Menes spesso, cerca di driblare anche chi è già stato superato. Insomma, tutto da rifare. Ma alla svelta.