I panzer di Loew sono i nuovi padroni del tiqui taca

I guai altrui, vedi Neymar, e soprattutto i meriti propri fanno della Germania la vera favorita a questo punto del torneo. Squadra che corre più di tutti con una media di oltre 115 chilometri a partita e che fa la differenza con il falso nove.
L'INFORTUNIO Non in corsa, ma in rampa di lancio. Il crack della caviglia di Marco Reus ha scombinato non poco i piani di Loew che aveva puntato molto sul fantasista del Borussia Dortmund. E poi le noie muscolari e la febbre di Hummels, il ko di Mustafi hanno costretto a rivedere la difesa più volte con il jolly Lahm a fare la spola tra centrocampo e fascia .
LA STELLA. O le stelle. Facile dire Thomas Muller e non tanto per i quattro gol, tre nella gara di apertura con il Portogallo. Eliminato il costaricense Borges il maratoneta del mondiale è l'attaccante del Bayern Monaco con i suoi 57,4 km percorsi. Uomo squadra che fa del sacrificio una missione. In realtà c'è anche un altro uomo che sta facendo la differenza, Manuel Neuer. Da quando il gioco si è fatto duro ha abbassato la saracinesca.
LA STATISTICA È una Germania votata al tiqui taca, davvero. Panzer in testa nella classifica dei passaggi 2938 quelli riusciti, percentuale dell'82 per cento. Pazzesca se si pensa che è la stessa della Spagna e inferiore all'Italia di tre punti percentuali, ma con due partite in meno. Le altre nazionali si fermano tutte sotto l'ottanta per cento. Una ragnatela che rompe con il passato.
L'ALLENATORE E Loew è accusato di eccessivo Guardiolismo. Si dice che avesse già pronte le dimissioni in caso di sconfitta contro la Francia. Anche lui sempre nel mirino della critica per la qualità del gioco, ma che «conta è vincere» va ripetendo. Stile impeccabile, come i suoi risultati: sempre tra i primi quattro.
LA STORIA Appunto la storia. Quella della Germania e della Coppa del mondo procede di pari passo: 13 volte in semifinale. Eppure tre sole vittorie. Conti da sistemare magari diventando la prima europea a vincere in Sudamerica la coppa.