I piloti maschi: «Fermate Letizia È troppo veloce»

Roma«Sei troppo forte, resta a casa». Ottant'anni fa questa frase veniva rivolta ad Alfredo Binda che con la sua bici non aveva avversari. Stargli dietro era tosta. Altri tempi. Oggi la raggiunta parità può avere controindicazioni. Del tipo che nel 2014 l'invito a farsi da parte per manifesta superiorità è stato rivolto a una donna: Letizia Marchetti, campionessa di motociclismo femminile e controfigura di Belen. Marchetti corre col team «Crazy Old Men» di Roma in sella a una Bmw 1000 e, risultati alla mano, fa arrancare nelle retrovie molti maschietti. Quando succede imbarazza. Alla trentenne pilota che vive a Civita Castellana, prima donna a guidare una Ducati ufficiale, vincitrice del tricolore in rosa nella classe 600 e nella superbike 1000 e già vice campione d'Europa, in pratica è stato chiesto di tenere la moto a casa, anzichè lasciarla andare sui circuiti del trofeo Bmw Cup 2014. Il motivo è che alcuni colleghi maschi, che la considerano troppo veloce, avrebbero sollecitato gli organizzatori a non prendere in considerazione la sua partecipazione. La notizia (riferita in serata a Malagò) non è stata presa bene da Letizia: «Che tristezza e che uomini...», si è sfogata la campionessa. «E pensare che all'inizio della carriera ho dovuto sopportare frasi tipo: “ma n'do va questa?”, “ma tornasse a fare la calzetta” e via dicendo. Non capisco». Sconcertato il team manager, Sabino D'Amico: «Una cosa simile era già accaduta l'anno scorso, nel campionato italiano femminile, ma per evitare problemi, decidemmo di correre nel National Trophy che Letizia ha vinto. Questa volta, invece, prima ci hanno chiesto l'iscrizione e poi ci è stato riferito che molti piloti si erano rifiutati di partecipare poiché era presente la Marchetti. Ora abbiamo difficoltà a giustificare la mancata partecipazione ai nostri sponsor». Dall'organizzazione del trofeo, con imbarazzo si ammette lo sgarbo: «Ci siamo chiariti con Letizia - sottolineano -. Gli abbiamo fatto le nostre scuse e rappresentato i problemi nati con altri piloti che avrebbero ripensato la partecipazione in caso fosse stata presente». In sostanza, gli organizzatori hanno preferito la figuraccia al flop economico. Il 15 marzo il Coni consegnerà alla Marchetti il trofeo Coni 2013. Chissà se saranno invitati i «colleghi».