I rigori "tennistici" dividono il calcio

Esperimento Uefa: nuova alternanza nei tiri dal dischetto, come i servizi nel tiebreak. In Chelsea-Arsenal niente extra time e debutto della nuova regola

Supplementari aboliti e lotteria dei rigori come il tie-break del tennis. Fino a tre mesi fa era solo un'idea, oggi la strada è tracciata con la sperimentazione dell'Uefa avvenuta nei tornei Under 17 maschile e femminile in Croazia e Repubblica Ceca, della Fifa nel Mondiale Under 20 in Corea del Sud e l'adozione da parte della Football Association inglese nella finale di Community Shield.

La sequenza dei cinque tiri dal dischetto è dunque passata dal tradizionale modello dell'alternanza AB AB A a un modello AB BA A come avviene quando è necessario il 13° game per decidere un set tennistico. Tutto è nato da uno studio dei professori spagnoli Ignacio Palacios-Huerta e José Apesteguia che analizzarono oltre 2900 casi di rigori tirati in 270 sequenze tra il 1970 e 2008. Il risultato fu che il giocatore e la squadra che tirano per primi dagli 11 metri hanno un 21% di possibilità in più di vincere rispetto al rivale. E nel 60 per cento dei casi è stata proprio la squadra a iniziare la serie a vincere la partita. Lo studio è stato poi presentato a Fifa, Uefa e alle federazioni europee, da qui la nuova formula ha visto la luce, grazie anche all'ok dell'International Board.

Il legislatore delle regole del calcio ha dato sulla questione una risposta significativa: l'ipotesi alla base del cambiamento è quella secondo cui il giocatore che batte il secondo rigore sia sottoposto a una pressione mentale maggiore, perché se il primo rigorista è andato a segno, un eventuale errore del secondo può determinare l'immediata sconfitta della sua squadra, in particolare dalla quarta tornata di rigori, ovvero il settimo e l'ottavo.

Così è toccato ai giovani virgulti (donne e uomini) delle nazionali sperimentare il cambiamento. Il debutto è avvenuto l'11 maggio scorso a Pribrami, Europei Under 17 femminili. Niente supplementari, subito rigori dopo gli 80 minuti di gioco con l'arbitro della semifinale Norvegia-Germania che ha lanciato due volte la monetina: una per determinare in quale porta si sarebbe svolta la serie, l'altra per far decidere alla squadra vincitrice se battere come prima o come seconda dal dischetto. L'esito è stato incredibile, con le tedesche che hanno vinto, iniziando la serie ma sbagliando tre rigori di fila. Stesso risultato tre giorni dopo a Plzen: Germania campione sulla Spagna dopo aver tirato il primo penalty e dopo che le avversarie avevano fallito i due tiri successivi.

Il 19 maggio a Varazdin, finale degli Europei maschili, rivincita della Spagna che ha battuto l'Inghilterra, ma era stata proprio quest'ultima a calciare per prima i tiri dal dischetto, sbagliando poi i due penalty battuti di fila. Poi l'11 giugno, finale per il terzo posto al Mondiale Under 20, è toccato anche agli azzurrini: primi a calciare dal dischetto contro l'Uruguay e poi vincitori grazie anche alle prodezze del portiere milanista Plizzari. Fino all'ultimo atto, il battesimo in una sfida tra club, il Chelsea-Arsenal di Community Shield del 6 agosto con la squadra di Conte prima sul dischetto con Cahill (a segno) ma poi sconfitta.

Se l'esperimento sia destinato a trovare spazio anche nei tornei maggiori è presto per dirlo, ma all'interno della Uefa c'è voglia di accelerare. Intanto però l'Italia, pure precursore nell'introduzione del Var in ausilio agli arbitri, su questo punto resta ancorata al passato: la finale di Supercoppa tra Juventus e Lazio, in programma domenica a Roma, si giocherà con eventuali supplementari e rigori vecchia maniera.