Ibra? Conte ha fatto i test con il Milan

La Juve cerca un bomber vero. Dilemma con "l'aiutino" del Napoli: conquistare il titolo contro il Toro o goderselo tra le mura dello Stadium?

Quasi, quasi ha messo più paura il giudice sportivo che il Milan. Ci voleva poco, obietterà qualcuno, visto il Milan sul campo. Poi il giudice ha sentenziato e la Juve ha tirato un sospiro di sollievo: la festa perfetta non è rovinata. Il 5 maggio tutti allo Juventus stadium contro il Palermo e con il tricolore in mano. Ci potrebbe essere una variante alla sceneggiatura, una ciliegina alla festa perfetta. Il tema è appassionante, potrebbe riesumare godimenti inusitati o bieca beceraggine. Insomma, e se la Juve conquistasse lo scudetto domenica nel giorno del derby? Sarebbe la prima volta nel campionato, un altro record da appendere all'asta della bandiera. Naturalmente serve l'amichevole connivenza del Napoli, che dovrebbe evitare di vincere contro il Pescara. Però, mai dire mai. Il tema appassiona le masse bianconere e spinge al bianconeuro: vincere nello stadio del Toro (sperando senza problemi di ordine pubblico) o attendere per godersela fra la gente di casa? Naturalmente tutti diranno: figuriamoci? Lo sport è sport. Vada come vada. Ma il dubbio corre nel cuore perverso del tifo.

Intanto ieri la Juve ha salvato la faccia ed anche il suo stadio. Il razzismo strisciante avvertito in alcuni momenti nello “stadium” durante la partita con il Milan, qualche ululato a Boateng, i coretti furbi e ammiccanti contro Balotelli, verranno pagati da una multa di 30mila euro. Ci poteva stare una pena più severa, ma il giudice ha fatto il cronista eppoi il paternalista: sanzione attenuata per la vigilanza della società. Come se non capitasse mai di sentire lo speaker mettere in guardia da comportamenti a rischio sanzioni. «L'impegno del club non può essere messo in discussione da pochi comportamenti di singoli spettatori o da gruppi di spettatori, molto enfatizzati dalla grande visibilità mediatica che il calcio offre. Questa precisazione non intende mettere in discussione in nessun modo le decisioni del giudice sportivo», ha scritto la società. Ma se arbitri o inviati della procura fossero stati in campo, al comparire dei milanisti per il riscaldamento, forse la sentenza sarebbe cambiata. Tanto nella prossima stagione saremo punto e a capo a raccontarcela.

Ma alla festa perfetta mancherà qualcosa: la garanzia di ritrovare una Juve con un vero bomber nella prossima stagione. E con Conte. Ovvero: il Chelsea tenta Conte. Ma verrà respinto. E Ibrahimovic lancia messaggi. «La Juve? Per me sarebbe un onore. Un club fantastico dove ho già giocato con una grande squadre e un grande progetto». Il mondo è cambiato, difficile capire se siano cambiate anche le pretese di Ibra. Il manager Raiola sviolina, l'amo è gettato. Dopo aver spedito Balotelli al Milan, Raiola prova a riportare Ibra in Italia. Tutto sommato un benemerito per il nostro pallone. Marotta fa sapere che lo svedese costa troppo: «La Juve non è in grado di sopportare un contratto così rilevante». Sottinteso: nulla vieta che abbassi le pretese. «Ma sono scettico, mai visto un giocatore che si riduca lo stipendio», ha concluso.
L'idea Ibra è avvincente, insieme a quella che porta a Suarez. Costi da far girare la testa, ma il rischio vale la spesa. Quest'anno la Juve ha segnato 64 gol contro i 57 della scorsa stagione: Vidal è il cannoniere insieme a Vucinic: 13 reti, saranno portafortuna ma non sono tante. La squadra se la cava anche con attaccanti a scarsa mira, i centrocampisti reggono la parte. Conte ha provato la punta unica, anche per non rinunciare ai centrocampisti che gli stanno nel cuore. Ma la Juve che ha giocato contro il Milan e con la Lazio sembrava un esperimento in ottica Ibra: meglio lui là davanti e solitario piuttosto che lo sbiadito Vucinic. Marchisio dietro a far la parte di un Boateng. Così il Milan ha vinto uno scudetto. La Signora potrebbe puntare più in alto. E anche per Ibra ci sarà pur una prima volta... nella Champions.