Ibra uomo solo, la Svezia non eccita

Scetticismo fra i supporter: «Arriveremo ultimi, speriamo in Zlatan»

Alec Cordolcini

Eccitante quanto una domenica mattina trascorsa all'Ikea. Così un giornale danese aveva descritto la Svezia senza Ibahimovic alla vigilia del play-off tutto scandinavo per la qualificazione a Euro 2016. Il problema, per i danesi, è stato proprio Ibra, che con tre gol tra andata e ritorno ha portato la Svezia in Francia e sono parole sue «mandato l'intera Danimarca in pensione». Eppure la battuta sull'Ikea nasconde un fondo di verità della quale sembrano essere consapevoli gli stessi svedesi, visto che in un recente sondaggio del quotidiano Aftonbladet, la maggior parte di essi ha indicato che la propria nazionale finirà ultima nel girone. Non si tratta di sfiducia nei confronti di Zlatan, ma dei suoi 22 compagni di squadra, e nemmeno l'Europeo under 21 vinto lo scorso anno (con una squadra, a onor del vero, tutta muscoli, corsa e poco altro) ha contribuito a innalzare le aspettative. Completa il quadro un allenatore, Erik Hamren, rispettato dai giocatori, mai però amato dalla gente e già destinato a lasciare la nazionale. Un'atmosfera quindi opposta a quella che si respira nell'Irlanda, dove non c'è nessun Ibrahimovic su cui poter contare (al massimo Robbie Keane, ma non è esattamente la stessa cosa, nonostante batta Zlatan 67 a 62 per reti in nazionale), eppure l'entusiasmo popolare viaggia a mille. Indicativo il fatto che in Irlanda ci sia qualcuno tra i media che abbia menzionato il ciclo dei 12 anni, ovvero il tempo intercorso tra le due grandi sorprese degli Europei, la Danimarca campione nel 1992 e la Grecia nel 2004. Perché nel 2016, si chiedono gli irlandesi, non potrebbe toccare proprio alla nazionale dell'isola di smeraldo?