Icardi, il futuro dell'Inter è un adorabile «tamarro»

La definizione è dello stesso Maurito: "Sì, lo sono e me lo dicono in tanti...". Non bacia la maglia ma è nerazzurro dentro. Società e tifosi l'hanno capito

«Sono un tamarro, me lo dicono in tanti e me lo dico anch'io. D'altronde nessuno è pulito al cento per cento».

Se qualcuno non ha avuto la sorte di incontrare Mauro Icardi in giro, non si è perso proprio niente. Per davvero. E questo perché Maurito è uguale a quello che si vede sul tv color, attraversa una strada come un'area di rigore, si accovaccia a parlare con i suoi bambini come quando fa la foto della squadra, parla come se avesse sempre Palacio davanti. E se per caso lo incontri a Oblivion e gli confidi che gli stai dando troppi sette, sembra che ti risponda che non sono affari suoi. E ride. Con l'Inter ha trovato un accordo che gli allunga l'ingaggio, le entrate e la vita. Era pronto a raggiungere Giacarta un drappello della Nord in caso contrario. Senza mai baciare la maglia, giurare eterno amore e ringraziare i tifosi, Mauro Icardi è interista dentro, anche se non fa neanche il tifo per l'Inter. Probabile. Lui è il prototipo dell'interista, solipsista e tanto, sono gli altri che gli girano attorno, è il mondo che si adatta e se si muove è per metterla. Martedì sera ha raggiunto Carlitos Tevez in vetta alla classifica cannonieri e Thohir gli ha promesso altri euro se la vince.

Il pezzo forte è palla che gli scorre sulla destra e sberla dopo ampio compasso. La può mettere all'incrocio, sul primo o sul secondo palo. Ha 22 anni da tre mesi scarsi e quattro figli, primogenito di Juan Icardi di origini piemontesi e di Analia Rivero, per questo è in possesso del doppio passaporto, ma sogna l'albiceleste, anche se sogna è una parola grossa. Comunque la signora Wanda Nara l'ha sposata subito e il 24 maggio sarà il loro primo anniversario. Per chi conosce la storia, non è cosa da tutti, nella sua collezione di tatuaggi sparsi un po' ovunque ha il nome dei suoi tre figli e l'ultima nata, Francesca, se l'è tatuata sul polpaccio destro, nome, data di nascita e ritratto.

Un senso della famiglia non comune e quando dice: «I miei genitori si sono divisi, fatti loro, per me non è cambiato niente», è Mauro Icardi.

Più di Thohir, Mancini e altri, è l'Inter che si sta rifondando su di lui, e a lui probabilmente frega poco, sa a che gioco sta giocando e dagli altri non si aspetta niente: «Icardi è più che un semplice giocatore, è un talento totale - ha detto il suo procuratore Abian Morano -. Conosce alla perfezione il suo potenziale e a soli 22 anni è in grado di mantenere il livello dei migliori attaccanti d'Europa. Io non sono sorpreso da quello che sta facendo». Preso nel 2011 per 400mila euro, adesso ha una valutazione di 40 milioni, e con 40 milioni all'Inter sanno che non ne prendono uno equivalente.

Gli stanno costruendo attorno la squadra, Dybala non sarà semplice, Zamparini vuole solo cash, ha già fatto sapere che i 33 mln offerti dagli Agnelli non gli bastano, ne ha spesi 12 per comprarlo e ne deve dare 8 al suo procuratore Mascardi per un accordo già preso. È un Palacio con dieci anni meno, argentino come lui, la futura coppia delle Seleccion , dicono. Zanetti è già andato fuori di testa al solo pensiero di averli insieme a San Siro: «Mi aspettavo la sua esplosione - ha detto il vicepresidente -, ma dobbiamo essere realisti, abbiamo il fair play finanziario da rispettare. Ma se ci dovesse essere una sola possibilità, la sfrutteremo fino in fondo». Forse ha già firmato un precontratto con la Juve, forse non ancora, l'Inter l'offerta l'ha fatta, 30 mln cash più una serie di bonus a obiettivi raggiunti. Ma anche questi 30 mln sono da trovare, Platini non vuole autofinanziamenti e un avvocato belga, Jean Luis Dupont, ha deciso di impugnare questo dik tat, per lui il Fpf è incostituzionale. Intanto però anche Real Madrid e Atletico ci sono finiti dentro, mercato in dubbio e allora almeno sarà felice Palacio, il prossimo tatuaggio sul polpaccio sinistro di Maurito.