Icardi riaccende la luce a San Siro

L'Inter torna a vincere in campionato dopo un mese (ancora 1-0) e ringrazia Maurito: per il capitano fine di un incubo e rete n°50

Tre punti non un brodino, l'Inter ha convinto ma l'1-0 ha tenuto tutti attaccati ai seggiolini e nel finale il Chievo si è anche svegliato, ha messo la palla in area e Handanovic ha sgobbato. C'è stato il cinquantesimo di Icardi e la maledizione del gol spietata e irreversibile che ha attanagliato tutto fino a inizio ripresa dopo un primo tempo esagerato. Kondogbia, Palacio, Brozovic, Icardi, Eder, tutti al tiro, una dozzina di palloni messi dentro l'area, dopo un quarto d'ora scarso l'Inter poteva già aver chiuso la faccenda, Seculin magistrale su Eder al 9', Icardi al 13', al 22' respinge di piede una conclusione di Kondogbia. Impetuosa la manovra che ha portato al tiro Eder, su centro basso di Palacio, palla lasciata scorrere da Icardi e incursione dell'italo brasiliano che resiste al ritorno di Spolli e colpisce in corsa al limite dell'area piccola. Applausi. Ma questa ansia da gol era davvero gigantesca, quando Icardi si è trovato a controllare un pallone al limite dell'area tutta San Siro gli ha gridato: tira!Anche questa volta, come altre, l'illusione di una rete imminente era nella testa di tutti.Un'Inter che perlomeno dava segnali pre gennaio.Non si potevano fare appunti, manovra che esce bene dalla metà campo, gente che si muove, si fa vedere, Icardi ovunque a dare una mano, tocchi sullo stretto e profondità, dietro solo una svirgolata di Miranda per il resto regale.Finalmente Mancini, squalificato e relegato in uno sky box, ha schierato una squadra logica, due esterni bassi al loro posto che chiudono e ripartono, Medel e Kondogbia davanti ai centrali, Brozovic a cercare di mettere ordine, Palacio largo a destra, Eder a sinistra, varchi centrali per chiunque abbia voglia di provarci, meno personalismi, più assieme. A tratti l'azione dell'Inter è devastante, il Chievo, otto reti subite nelle ultime due gare, arretra e basta, le buone intenzioni della vigilia avvilite già nella sua trequarti.L'Inter aveva bisogno di togliersi tanta polvere che faceva spessore e l'appesantiva. I primissimi minuti sono stati da attenzione esagerata a non commettere errori. Ma solo i primissimi, poi la squadra si è sciolta, ha giocato più leggera, all'uscita dal campo di Palacio alla mezz'ora applausi meritati, con i dovuti paletti una partita alla Iniesta, sbrigativa in mezzo, geniale negli ultimi metri, protezione della palla da maestro. Una soluzione, una delle tante a disposizione di Mancini.Il gol di Icardi, il suo cinquantesimo, è arrivato su percussione devastante in area, dagli sviluppi di un corner, tiro rabbioso, pochi minuti dopo traversa piena di testa su centro dalla destra di Nagatomo. L'inerzia non è cambiata, palle gol a raffica, di testa Miranda e due volte Murillo, sempre eroico Seculin. Ma intanto restava sempre tutto sull'1-0, benedetto dal Mancio, corrosivo per le coronarie dei tifosi, troppe volte il finale di gara è stato una coltellata letale, sferrata nel buio. Non ieri sera anche se il rapporto occasioni e gol realizzate resta una faccenda seria da sbrigare in fretta.