Inglesi ai piedi di Kane e il ct teme sgambetti

I sudditi di Sua Maestà esaltano i suoi gol ma Southgate smorza gli entusiasmi: "Non montiamoci la testa"

Capitano, goleador, leader, uomo-immagine. Le rinnovate ambizioni dell'Inghilterra si alimentano della prolificità di Harry Kane. Un confidenza con il gol, quella di The Hurricane, che arriva da lontano. Già due volte capocannoniere della Premier League (108 in 153 partite), comanda la classifica marcatori di questo mondiale con sei gol. Il rigore trasformato contro la Colombia gli ha consentito di eguagliare due record. Il primo inglese a segnare in sei partite consecutive con la maglia dei Tre Leoni dai tempi di Tommy Lawton (1939). Lo stesso numero di reti messe a segno da Gary Lineker (Messico 1986), finora l'unico inglese ad aver primeggiato in una fase finale di mondiale. Ad impressionare è soprattutto l'efficacia di Kane: davanti a tutti con soli 9 tiri nello specchio della porta.

Una percentuale senza eguali in Russia, così come la media-gol, uno ogni 45'. E dire che al suo debutto in nazionale, nel marzo 2015, aveva impegnato appena 79'' per firmare la sua prima rete. Da allora ne ha aggiunte altre 16. Nella storia della Coppa, chi ha segnato sei gol ha vinto la speciale graduatoria in 11 occasioni (su 20). E dal 1978 ad oggi, solo un giocatore ha saputo segnarne di più, Ronaldo nel trionfo brasiliano in Sud Corea nel 2002 (8 gol). Alle sue spalle inseguono - con ragionevoli speranze di aggancio - Romelu Lukaku (4 gol) e un gruppetto dentro cui c'è anche Kylian Mbappe (3). Certo, il record assoluto (13) stabilito dal francese Just Fontaine, in Svezia '58, resta inavvicinabile. Ma solo in tre, dal 1930, sono stati capaci di segnare nei loro primi tre incontri mondiali (Kane ha saltato l'ininfluente sconfitta con il Belgio): Sandor Kocsis (Ungheria), Gerd Muller (Germania) e Guillermo Stabile (Argentina). Ma soprattutto Kane confida in un numero magico, la sua età.

Sette dei migliori nove marcatori mondiali di sempre avevano 24 anni quando hanno stabilito il loro personale exploit. Una coincidenza che fa sperare un'intera nazione, travolta da un'inattesa euforia. E proprio quest'eccesso di ottimismo sembra la prima preoccupazione di Gareth Southgate alla vigilia della sfida contro la Svezia. «C'è chi ha sottovalutato gli svedesi, noi non faremo quest'errore. Non dobbiamo dimenticarci chi siamo, tanto meno montarci la testa», l'avvertimento del ct.