Insigne formato Napoli scommessa di Mancini per ritrovare i gol azzurri

Anche con l'Italia Lorenzo più vicino alla porta Il ct: «Immobile unico centravanti». Ma sta fuori

La tradizione ci vede favoriti: sei successi in sette precedenti con l'Ucraina tra cui la vittoria nel Mondiale del 2006. E il mese di ottobre è in genere propizio alla Nazionale, non a caso l'ultima vittoria in gare ufficiali l'abbiamo ottenuta esattamente un anno fa contro l'Albania. Ma la gara amichevole di stasera a Genova, al di là del valore simbolico legato alla tragedia del 14 agosto scorso (10mila biglietti venduti, la Figc darà una borsa di studio triennale ai nove ragazzi rimasti orfani, al 43' del primo tempo la gara si fermerà per 30'' in omaggio alle vittime), rappresenta soprattutto un altro passaggio del laboratorio manciniano.

La missione del ct è quella di costruire al più presto la nuova Italia, ancora senza una sua identità, per arrivare a qualificarsi all'Europeo. Pazienza se la Nations League non è la missione centrale e rischiamo il declassamento nella serie B. Quarantasette i calciatori già convocati in cinque mesi (l'ultimo la punta dell'Udinese Lasagna in luogo di Zaza, il quarto giocatore a marcare visita a Coverciano). Oltre alla qualità, si cercano nuovi leader - tecnici, precisa Mancini - che rivalutino l'immagine azzurra e chi possa far gol (appena 7 nelle ultime 10 gare, 4 delle quali senza reti all'attivo). E con un parco attaccanti ridotto, ecco che la soluzione può essere l'Insigne a caccia della consacrazione in azzurro. Undici mesi fa si ritrovò involontario capro espiatorio per le incertezze di Ventura, ora è uno di quelli che può innalzare il livello tecnico dell'Italia.

Passato finora dall'azzurro scintillante del Napoli a quello sbiadito della Nazionale, Insigne vuole finalmente essere protagonista pure con la maglia dell'Italia. Si ritrova al centro dell'attenzione generale, almeno di chi spera in lui come ultimo baluardo allo strapotere Juventus, e sta assumendo una dimensione che lo porta al di fuori della città in cui è nato e della squadra in cui è cresciuto. La tentazione di Mancini, sull'esempio di Ancelotti a Napoli, è quella di avvicinare Lorenzinho alla porta visto che il campionato ha consegnato al ct il folletto di Frattamaggiore in versione bomber. Tanto che si profila per lui quasi un futuro alla Messi. Nel 4-3-3 di stasera il tridente dovrebbe essere quello con Bernardeschi falso nove e Chiesa e Insigne sui lati, con la possibilità per il napoletano di agire a sua volta da terminale offensivo a seconda dalle fasi di gioco. Di sicuro a Insigne dovrebbe essere concesso di muoversi liberamente negli ultimi 20 metri di campo. Sarebbe scartata, almeno all'inizio, l'ipotesi di Immobile titolare, unico centravanti rimasto in rosa. La chiamata di Giovinco, ripescato in azzurro dopo tre anni, fa anche pensare a un'altra possibilità più futuribile: l'«emigrato» in Canada terminale offensivo e Lorenzo alle sue spalle.

«Un tridente ci sarà di sicuro, ma contro l'Ucraina proveremo diverse soluzioni, il campionato dà sempre indicazioni: il fatto che Insigne abbia cambiato ruolo o che Bernardeschi continua a migliorare», ha voluto sottolineare Mancini, ancora emozionato per la visita al Ponte Morandi e per l'incontro privato tra la Nazionale e gli orfani della tragedia del ponte. Nel 4-3-3 titolare il rientrante Verratti («per me è importante vederlo con la maglia azzurra»), Donnarumma sarà fra i pali e Chiellini sarà chiamato agli straordinari. «La sindrome azzurra da amichevole? Spero di no, abbiamo bisogno di ritornare a vincere anche se l'Ucraina è un'ottima squadra, stanno ringiovanendo e ha tecnici di scuola italiana. E poi dobbiamo portare gioia alla città di Genova», ha chiosato Mancini.