Insigne-Higuain, il Napoli sempre più in alto

Non hanno ancora finito di riecheggiare le ultime note della Marsigliese, il ricordo della strage di Parigi, e al Bentegodi si intonano già i soliti cori contro i napoletani. Però il calcio ha una sua giustizia. E allora, Lorenzo Insigne, l'unico italiano e soprattutto l'unico napoletano nella squadra di Sarri, decide dopo un'ora in cui è stato ricoperto di insulti e fischi, di zittire i tifosi del Verona: un destro a incrociare e un assist a Higuain. Tre punti per il Napoli, che sale al secondo posto condiviso con la Fiorentina, e buona pace a tutti: «Segnare qui per un napoletano ha un valore diverso. È una grande soddisfazione dopo le offese che mi sono state rivolte durante la gara. Il mio gol lo dedico alla città che ci teneva tanto a questa gara». Stile Insigne, anche questo come la prestazione, un messaggio per il ct Conte, che non lo aveva richiamato in Nazionale dopo che a ottobre aveva lasciato Coverciano con troppa «facilità».Insigne, intanto, ha fatto pace con Sarri, un abbraccio dopo il gol, per chiudere la polemica per la sostituzione contro il Palermo. Una piccola macchia su un Napoli che va a meraviglia: solido in difesa e devastante in attacco dove alla fantasia di Insigne si accompagna il capocannoniere, ora «solitario», Higuain che sale a quota dieci gol. Il Pipita rivitalizzato dalla cura Sarri come la difesa sulla quale si fonda la risalita dopo una partenza difficile. Nelle ultime dieci giornate il Napoli ha fatto ventisei punti e subito due reti. Il concetto dell'ex banchiere arrivato da Empoli è semplice: «Non prendiamo gol, poi davanti abbiamo chi ci pensa».Il Napoli ha acquisito la consapevolezza della propria forza, Sarri recita da consumato protagonista anche a parole, si lamenta di calendario e infortuni. E poi dà lezioni sul campo, in primis al predecessore Benitez, che con la stessa squadra (più Reina e Allan) l'anno scorso a questo punto era già fuori dai giochi. Rafa affonda a Madrid, Sarri non pronuncia la parola scudetto, ma vedere come soffoca con l'organizzazione e il pressing i rivali, anche un Verona da dimenticare come quello di ieri, non fa altro che rinforzare la candidatura del Napoli per il tricolore. Lunedì prossimo al San Paolo arriva la capolista Inter: due punti separano Sarri e Mancini, preparate i fuochi d'artificio, all'ombra del Vesuvio si torna a respirare l'aria di sfide da primato.