Insulti razzisti: 10 turni a giocatore del Matera

Gaetano Iannini del Matera è stato sanzionato pesantemente in forza delle nuove norme disciplinari anti-discriminazione

Sono costati caro gli insulti razzisti a un giocatore del Matera (serie D). Il giudice sportivo ha inflitto dieci giornate di squalifica a Gaetano Iannini: è la prima volta che vengono applicate le nuove norme disciplinari anti-discriminazione. L’episodio si riferisce al primo turno di Coppa Italia della partita Sudtirol-Matera, disputatosi il 4 agosto. Il Matera è stato sconfitto a Bolzano ed eliminato. L’episodio, cita il giudice sportivo, è avvenuto al 18° del primo tempo. La pesante sanzione applica l’articolo 11 del codice di giustizia federale. Durante la partita l’arbitro fischia a Iannini un fallo contro Caleb Ansah Ekuban, 19enne giocatore nato in Ghana e in prestito quest’anno dal Chievo alla squadra bolzanina. "A questo punto - ha raccontato Luca Piazzi, direttore sportivo del Sudtirol - si è visto Iannini rivolgersi all’arbitro e quest’ultimo ha immediatamente estratto il cartellino rosso. Evidentemente in questo scambio di battute, del quale dalla panchina non si è potuto udire il contenuto, il calciatore deve avere espresso insulti nei confronti di Ekuban".

"Purtroppo - ha aggiunto Piazzi - non è la prima volta che si usano insulti di tipo razziale durante una partita di calcio. Evidentemente l’ignoranza fa parte della nostra civiltà. Ciò che preoccupa - ha aggiunto - è che in Italia questo fenomeno sembra essere più marcato che in altre nazioni d’Europa".

Iannini, 30 anni, è un centrocampista centrale che ha militato per lo più in squadre di serie D, ma nelle ultime cinque stagioni aveva giocato in Lega Pro seconda divisione. Non è nuovo a episodi "poco urbani". Nel giugno del 2012, quando vestiva la casacca del Casale, aveva subito un Daspo di quattro anni in conseguenza di una aggressione all’arbitro e ai suoi assistenti al termine del match Casale-Virtus Entella, semifinale dei play off di seconda divisione di Lega Pro. Iannini, all’epoca fu accusato di aver minacciato il direttore di gara e di aver aggredito due agenti di polizia entrati in campo per difendere gli arbitri.

Commenti

Los Angeles

Mer, 07/08/2013 - 21:10

Scandaloso! La squalifica intendo. il prossimo passo e' la squalifica a chi dice arbitro cornuto....

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 07/08/2013 - 22:30

Una cosa del genere è solo che assurda! Gli insulti sono solo insulti, di là del loro contenuto specifico. Un insulto è un aggettivazione su una caratteristica del carattere del giocatore o della sua fisicità o appartenenza politica, ideologica, di fede o di nazionalità. Dire che un insulto è razzismo è volere giudicare un aggettivo detto in un momento di rabbia. Tentare di sopprimerlo con condanne di vario genere vuol dire cercare di bloccare uno sfogo, un opinione che con la penalizazione si avvia a diventare ben più pericolosa nella mente e nel cuore di chi la subisce. Opinioni e pensieri della gente non possono essere fermati con l'obbligo di legge. Va bene limitare dei comportamenti discriminatori in una comunità ma non la parola e l'eventuale sfogo in un momento di concitazione.

Altaj

Gio, 08/08/2013 - 09:02

Il prossimo provvedimento sarà di squalificare chiunque non si rivolga ad un negro chiamandolo biondo. Il futuro è degli africani, ci sarà imposto di dire che ci piacciono e sono meglio di noi.

Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Gio, 08/08/2013 - 10:08

Ridicolo, ma segno dei tempi. In omaggio al pensiero unico politicamente corretto e conseguenza dell'ammasso dei cervelli in via di avanzata realizzazione, non ci si rende conto che l'insulto non è razzista, al più maleducato. Razzista è quel cretino che lega l'espressione offensiva al colore della pelle. Una testa di c...o è tale indipendentemente. Quanta idiotissima ipocrisia! Saluti

inser

Gio, 08/08/2013 - 10:33

Se si offende un negro o un gay, è offesa razziale e si rischia la pena di morte. Se un gay o un omosessuale offende un eterosessuale è la risposta ad una provocazione e va assolto. Ma perché non sono nato gay o negro?