Inter brutta e vincente. E Spalletti conta i reduci per Eintracht e derby

Politano-Gagliardini piegano la Spal. Icardi nemmeno a San Siro, ma Marotta fiducioso

Milano - Al 6' del secondo tempo, l'immagine simbolo di questa Inter. Handanovic giochicchia con il pallone tra i piedi e non sa che farsene. Nessun movimento, nessuna idea, nemmeno uno spunto. Fortuna dell'Inter che la Spal sia arrivata a San Siro solo per difendere lo 0 a 0 e che alla lunga il fortino ferrarese sia crollato grazie a due palloni sporchi, non certo a trame di gioco spettacolari, concretizzati al meglio da Politano prima e da Gagliardini poi. Una vittoria che ci voleva per l'Inter, anche se i segnali in vista delle due decisive sfide che l'aspettano, Eintracht in Europa league e derby in campionato, non sono certo dei migliori. Per il gioco espresso in primis, per quella timidezza evidenziata anche da Spalletti nel dopo partita e per le tante assenze che condizionano non poco le scelte del tecnico. Caso Icardi a parte, Nainggolan è out, Perisic e Keita erano in panchina, Brozovic è uscito per un prblema muscolare e Miranda si è rotto il naso e dovrà essere operato. Non comprimari ma giocatori decisivi su cui l'Inter non può contare. L'alibi c'è ed è solido al di là delle colpe.

Le colpe stanno in un primo tempo ai limiti dell'inguardabile dove non ha funzionato nulla, ad eccezione della bellissima giocata di Lautaro alla mezz'ora che avrebbe portato al vantaggio nerazzurro. Il Var però ha notato un tocco di braccio dell'argentino e annullato. Per il resto male un po' tutti, senza idee né voglia e i fantasmi che tornano ad aleggiare su San Siro. Cambia qualcosa nella ripresa, complice una Spal davvero arrendevole e gli episodi che girano per il verso giusto. Sono due rimpalli infatti a portare ai gol interisti. Al 16', quando è bravissimo Politano a girarsi in un centimetro e a segnare sfruttando la deviazione di Bonifazi, e al 32' con Gagliardini che con un bel destro rimedia ad una partita pessima. «Imposibile vedere quello che si è fatto nel primo tempo, ci siamo fatti strozzare da questa emozione, cosa che a volte ci succede. Si diventa tutti più timidi e insicuri», chiosa Spalletti, comunque ottimista per la doppia sfida di Europa League e campionato che potrebbe dire moltissimo sulla stagione dell'Inter. «Ci si arriva benissimo, l'unico problema sono le due sfide ravvicinate che possono darci fastidio. Ma contro le grandi non abbiamo mai sbagliato».

Nessun commento del tecnico questa volta sulla vicenda Icardi. Ieri l'ex capitano non era nemmeno allo stadio come invece accaduto per le precedenti gare. Forse per evitare la bordata di fischi di San Siro, forse per dare un altro segnale di distacco. Chi parla dell'argentino è l'ad Marotta che invece professa un certo ottimismo. «Bisogna gestire le cose con intelligenza e buon senso usando bastone e carota. Se arrivassimo a chiedere i danni sarebbe un grandissimo fallimento. Le cose si risolvono con intelligenza e buon senso. Davanti a una situazione del genere è giusto che all'inizio ci sia un atteggiamento duro da parte della società. Per il resto, siamo in una famiglia: ci sono delle regole, ma dev'esserci anche il buon senso da parte nostra. Possiamo gestire la cosa in tranquillità». Fatto sta che il numero 9, dopo essere stato decisivo nella stracittadina dell'andata, con ogni probabilità salterà quella di ritorno. A meno di colpi di scena (o di buonsenso) il signor Nara continuerà a chiamarsi fuori. Un male per il morale dell'Inter ma anche e soprattutto sotto l'aspetto tecnico. Icardi a quest'Inter con poche idee servirebbe eccome, specie nel momento clou della stagione. Al gruppo nerazzurro e al suo allenatore il compito di dimostrare di essere più forti delle polemiche e delle assenze.