Inter & Milan, dov'è finito il calcio da Expo?

Altro che derby da esposizione. Inter-Milan del prossimo 19 aprile doveva essere l'antipasto di Expo2015, ma sarà solamente una malinconica stracittadina tra due squadre aggrappate solamente alla speranza di un sesto posto che significherebbe Europa League. Quindi le ultime nove partite serviranno soprattutto per disegnare le rose del futuro, per decidere chi sarà del progetto e chi no. Inevitabile perché Inter e Milan stanno disputando uno dei peggiori campionati della loro storia.

I nerazzurri in questo momento forse vivono la crisi più grave, sicuramente per la contingenza dei risultati, reduci da due sconfitte e tre pareggi. Dopo lo stop con il Parma, Roberto Mancini ha fatto allenare la squadra anche a Pasqua, inchiodato dai numeri: 38 punti in 29 giornate è il peggior rendimento dal 1994-1995 con il nono posto che rappresenta il punto più basso. I rossoneri hanno tre lunghezze di vantaggio e sono solo un gradino sopra ai cugini, ma le ultime due vittorie hanno ridato ossigeno a un ambiente che da inizio anno è soffocato dai rumors sulle vicende societarie e sulla sorte di Inzaghi. Resta il fatto che fino a tre settimane fa si parlava del peggior Milan dell'era Berlusconi con una media punti che faceva di SuperPippo il peggior tecnico rossonero degli ultimi vent'anni. I successi contro Cagliari e Palermo hanno appena raddrizzato il bilancio.

Proprio i due allenatori rappresentano lo spartiacque tra presente e futuro. Entrambi hanno rappresentato una sorta di salvagente per i club al cospetto dei tifosi anche se il credito va esaurendosi. Mancini ora chiede una rivoluzione. Quasi sicuro l'addio per Inzaghi, a meno di clamorose volate finali. Così il prossimo derby sarà l'ultimo per almeno una ventina di giocatori, più o meno equamente divisi. Mancio ritiene che almeno una decina di pedine vada cambiata per poi dare l'assalto a un poker di top player, al Milan sicuramente qualcuno in più farà le valigie anche per ridurre da 31 a 25-26 la rosa. In casa nerazzurra molto dipenderà dai paletti del fairplay finanziario, quasi obbligati un paio di sacrifici (Handanovic e Kovacic) per esaudire i desiderata di Mancini. Sul fronte rossonero, a prescindere dagli sviluppi sulla composizione societaria, sarà un Milan sempre più italiano. Al netto delle indiscrezioni: i francesi accostano Cavani agli eventuali rossoneri “orientali” e gli inglesi Yaya Tourè, richiesto dal Mancio, ai nerazzurri per 74 milioni lordi per cinque anni.

Ricostruire pensando che nel 2016 la finale di Champions si disputerà a San Siro, ma le milanesi faranno solo gli onori di casa dopo una stagione in cui insieme hanno finora raccolto la miseria di 79 punti. L'anno scorso arrivarono a 117, il peggior risotto alla milanese con i tre punti e il torneo a venti squadre. Con l'attuale media punti in tandem si fermerebbero a 102, per fare meglio serve una volata d'orgoglio. A partire dal derby che a essere ottimisti sarà al massimo la sfida tra la settima e la nona forza del campionato. Eppure solo quattro anni fa valeva lo scudetto.