Inter, occhio al tabù di Natale A inizio anno frena sempre

Pioli ha trovato la quadra e la sosta complica i piani La storia spaventa: a gennaio anche Mou ha faticato

Il ritornello nel mondo del calcio è ormai conosciuto: da una parte c'è chi spera di arrivare a «mangiare il panettone», e poter pianificare il nuovo anno con calma. Ma dall'altra c'è anche chi, invece, la pausa per le festività natalizie la salterebbe volentieri. Un mondo strano, quello del pallone: spesso racconta di squadre in difficoltà che osannano, come una manna dal cielo, lo stop da calendari sempre più stracolmi di appuntamenti; ma anche di altre, invece, per le quali fermarsi può risultare solo deleterio.

E ben lo sanno in casa Inter, con Stefano Pioli costretto a fermarsi proprio nel momento in cui la sua squadra ha ingranato la quarta vittoria consecutiva, dopo i successi di campionato contro Genoa, Sassuolo e Lazio e quello di Europa League contro lo Sparta Praga. La storia insegna che la pausa natalizia è decisamente nociva per i nerazzurri: Stefano Pioli ha ridato un'anima alla squadra e messo a posto la difesa, ora però dovrà trovare la cura per fare in modo che il panettone non risulti indigesto.

Perché analizzando il recente passato, il dato è talmente evidente quanto emblematico: nelle prime cinque partite del nuovo anno, l'Inter non è mai riuscita a racimolare più di cinque punti, finendo per perdere inevitabilmente terreno dalla vetta della classifica. Il ricordo della scorsa stagione è ancora fresco nella mente di tutti i tifosi: Inter ko prima di Natale contro la Lazio 2-1, ma squadra di Mancini che chiude comunque prima il 2015 con 36 punti in cascina. Poi, però, arriva il calo: solo cinque punti in altrettante partite a gennaio e nerazzurri che da +1 sulla seconda si ritrovano a -9 dal Napoli. Nel 2015 ruolino di marcia simile: sempre cinque i punti conquistati e nerazzurri che da -6 scendono vertiginosamente a -13 dal primo posto. Ancora peggio nel 2014, dove la truppa allenata allora da Walter Mazzari racimolò due soli punti e precipitò da -5 a -11 dalla prima posizione. Male anche nel 2013: sempre cinque i punti in altrettante gare e Inter che da -1 scivola a -3.

L'anno migliore fu il 2012, quando l'effetto di un precedente cambio in panchina ebbe i suoi benefici. Con Claudio Ranieri in panchina arrivarono ben 10 punti; si può dire che la situazione odierna rispecchi molto quella di quattro anni fa. Allora il tecnico testaccino subentrò a Gian Piero Gasperini il 22 settembre; oggi Stefano Pioli ha preso in mano la squadra dopo l'esonero di Frank de Boer, ma solo a partire dall'8 novembre.

Corsi e ricorsi storici che devono far riflettere e mettere in allarme. Ma se le tre vittorie consecutive in Serie A sono una chiara prova, ovvero mostrano come Stefano Pioli abbia ormai pienamente in mano questa squadra, l'attenzione dovrà rimanere alta. Perché a gennaio anche uno come José Mourinho, ovvero l'allenatore che più di tutti ha saputo creare una mentalità vincente in casa Inter, ebbe seri problemi. Dopo l'1-1 contro il Cagliari, il 18 gennaio 2009 ci fu la famosa sconfitta contro l'Atalanta (3-1), viatico per la sua ormai celeberrima arrabbiatura nell'intervallo della stessa sfida. Quando apostrofò in modo deciso la sua squadra anche con parole molto pesanti. Una formazione che, proprio da quell'arrabbiatura, ripartì per conquistare l'Italia e, l'anno successivo, l'Europa e il Mondo.