Inter, un quarto posto fra troppi maldipancia

Tensione tra Mancini e Juan Jesus. Icardi va ko e Handanovic vuole scappare via: "Mia manca la Champions"

Una buona sintesi di fine stagione, l'ultima a San Siro di Icardi e fratelli. In fondo hanno passeggiato per novanta minuti pensando che ormai il destino avesse deciso tutto da tempo: illusione iniziale, smarrimento, ansia costante, continuità ridotta all'osso, quarto posto come nei pronostici.

Mancini sembrava il solito scaramantico quando con un più quattro in classifica generale spiegava che era tutto vero ma non sarebbe durato, ha fatto girare molto la formazione per tenerli tutti vivi ma la squadra restava nella migliore delle ipotesi da Europa League, non così lontana da Napoli e Roma, almeno nell'organico. Forse è mancato un vero leader in campo, non è una figura retorica, serve quando sei in vantaggio, giochi in casa una partita solo da vincere, hai la palla e non sai cosa farne. Come ieri.

Mancini ha tenuto fuori Medel e ha messo Felipe Melo con Kondogbia, i due peggiori pericoli del primo tempo, in aggiunta alla rete di Pucciarelli, sono arrivati proprio da errori delle due guardie davanti alla difesa. Al 26' Saponara sfila la palla a Felipe Melo appena fuori dall'area, poco dopo è Kondogbia a peccare di ingenuità e commettere la medesima distrazione all'interno di una prestazione generosa e niente più. L'Empoli per lunghi tratti meglio, Inter mai veramente padrona del campo, anche tante occasioni, buoni scambi nel traffico, Jovetic e Icardi soli davanti a Pelagotti ma il risultato è sempre rimasto aperto con scricchiolii fuori luogo tra Juan jesus e Mancini quando il tecnico ha aspramente rimproverato il centrale brasiliano dopo il pareggio di Pucciarelli, sua diretta responsabilità secondo l'allenatore. Juan Jesus non è rimasto sull'attenti ma gli ha risposto altrettanto duramente. È dovuto intervenire Felipe Melo, uno dei fidi del Mancio, per riportare la calma. Una cosa senza senso.
Icardi e Perisic sostituiti per infortunio, Empoli che ha chiuso la partita in avanti, Handanovic è stato addirittura ammonito per perdita di tempo, era diffidato, saluta il campionato con una giornata d'anticipo.

A fine gara ha ribadito il tormentone infinito a cui ci ha abituato: «Mi dispiace non giocare la Champions ma nel calcio non si può mai dire». Inutile interpretarlo, uno che gioca nell'Inter o sente la maglia o è meglio la lasci a un altro. San Siro alla fine ha applaudito ma durante questa prestazione incolore ha anche fischiato perché la palla non usciva bene e troppe volte c'era improvvisazione. Però è arrivato il quarto posto, significa evitare i preliminari, entrare subito nei gironi, Thohir forse pretendeva di più, ma anche i tifosi. Una cosa accomuna tutti, il desiderio di non rivedere certe cose. Quali? Queste.