Inter ridotta a una polveriera Alla deriva per la resa dei conti

Con il Sassuolo il 4° ko di fila: Eder e Handanovic si sfogano La curva se ne va, lo stadio vuole Gabigol: Vecchi si adegua

In questo surreale finale di campionato sono davvero tante le mine pronte ad esplodere attorno alla polveriera Inter. Perché la sconfitta maturata contro il Sassuolo, oltre ad aprire una sequela di discussioni su come sia arrivata e perché, non fa altro che confermare quanto ammesso dal carneade Stefano Vecchi al termine del match: «In questo momento c'è una situazione e un ambiente di grande negatività, che poi si riflette anche in campo».

Sul terreno di gioco si è vista una squadra priva di mordente, con la testa già verso la prossima stagione. Che corre e lotta giusto il tempo della contestazione dei tifosi della Curva Nord. La prima delle mine esplosive di giornata. Venti minuti nei quali il cuore del tifo nerazzurro ne ha per tutti: prima inneggia a Pioli (unico attore interista in una squadra di indegni e società di comparse), poi si lamenta con l'attuale dirigenza (Qualcuno ci ha dimostrato che spendendo milioni si possono fare pesanti figure di m...) per concludere con un laconico Stagione 2016/2017: stendiamo un velo pietoso. Game over, ennesima annata buttata via.

Peccato, però, che ci siano ancora due gare da disputare contro Lazio e Udinese: «Proveremo fino alla fine ad arrivare in Europa League», ha precisato Vecchi. L'unico convinto ancora che l'Inter possa dire la sua in questi ultimi 180' di gioco.

Usciti i tifosi dallo stadio (Visto che il nostro sostegno non ve lo potete meritare, oggi vi salutiamo e ce ne andiamo a mangiare lo striscione ironico) è iniziata l'ennesima debacle nerazzurra, quarto ko consecutivo e sesto nelle ultime sette giornate: difficile da spiegare, perché dopo un buon inizio condito da un palo di Icardi e un tiro telefonato di Candreva, è stato il Sassuolo a passare grazie al generoso regalo di Murillo, che perdeva palla a centrocampo aprendo l'Inter al contropiede emiliano: 0-1 di Iemmello, fischi dai 42mila di San Siro.

Vecchi mandava in campo Ansaldi ed Eder per i due ectoplasmatici Nagatomo e Joao Mario, ma a passare era ancora il Sassuolo: questa volta il regalo era prima di Perisic, che perdeva tempo lamentandosi per un fallo di mano. E poi di Murillo nuovamente, che si vedeva sfuggire ancora Iemmello. 0-2, altri fischi: «Siamo stati puniti ai nostri primi errori, ci manca anche fortuna», la sentenza di Stefano Vecchi.

La verità è che a questa squadra manca personalità, come ammesso anche dal ds Piero Ausilio: «È evidente che ci sono dei problemi da questo punto di vista le sue parole abbiamo idee ambiziose, ma ci siamo presi tempo».

Tempo che però nessuno vuole perdere inutilmente. Nemmeno quei tifosi pronti a lanciare, a loro volta, mine di protesta contro la propria squadra; e che privi di eroi hanno inneggiato a Gabigol come fosse Maradona ai tempi di Napoli: un'altra delle tante stranezze di questa stagione assurda dell'Inter. Dove ad alzare bandiera bianca, per ultimo, è stato l'asse composto dallo stesso Gabigol ed Eder, quest'ultimo autore dell'inutile gol dell'uno a due: «I problemi durano da 5 anni, la società abbia la personalità di dire chi resta e chi deve partire», l'ennesima bomba, lanciata questa volta proprio dall'azzurro a fine gara. Il surreale finale di campionato della polveriera Inter può proseguire.