Inzaghi vede l'impresa "È la partita delle partite"

"L'Olimpico finalmente pieno? Ci spingerà" Dalla caccia alla finale all'assalto al Napoli

Sessanta punti in trenta giornate (due tondi di media a partita) e un quarto posto che, se domenica sera riuscisse a battere il Napoli all'Olimpico, avrebbe anche un affaccio sulla zona Champions. Fin qui la Lazio di Simone Inzaghi è stata quasi impeccabile, in campionato i suoi numeri sono nettamente i migliori dell'era Lotito. Ma siccome nel calcio i traguardi parziali non contano e i record statistici sono utili solo se consentono di raggiungere gli obiettivi, l'ultimo quarto di stagione sarà quello decisivo. A cominciare dal derby di stasera che il tecnico biancoceleste ha definito «la partita delle partite».

La Lazio riparte dal 2-0 dell'andata, un vantaggio solido ma non rassicurante se si considera che quest'anno la Roma per ben otto volte è stata capace di segnare tre o più gol. «Non faremo calcoli - promette Inzaghi -, proveremo a fare una partita umile come all'andata e sappiamo che neanche segnare ci metterebbe al sicuro, basti vedere quel che è successo al Psg. Le dichiarazioni dei romanisti? Abbiamo rispetto per loro ma non ci interessa quel che dicono, dobbiamo pensare solo a noi stessi e giocare con la giusta intensità».

È un tema centrale, questo: un mese fa la Lazio vinse correndo ben 7,7 km più della Roma, poi però - come evidenziato da LazioPage - ha pagato lo sforzo e nelle quattro partite successive ha sempre corso meno degli avversari: -4,6 km col Bologna, -1,6 col Torino, -2,8 col Cagliari e -4,2 col Sassuolo. Inzaghi ha in mente qualche modifica: si rivedrà la difesa a tre con Bastos e Wallace (fuori Radu e Hoedt), Basta prenderà il posto di Patric mentre per sostituire lo squalificato Parolo la scelta dovrebbe cadere su Lukaku con Lulic accentrato nel ruolo di interno sinistro.

Ad assistere all'allenamento di ieri c'erano Lotito, a Formello per caricare la squadra, e Immobile che ha saltato la seduta per un affaticamento. La sua presenza comunque non sembra a rischio. Keita partirà ancora dalla panchina, Inzaghi prova a tenerlo buono con una carezza - «a volte è più determinante chi entra a mezzora dalla fine di uno che si trascina per 90 minuti» - mentre non si scompone quando gli chiedono se teme l'aspetto ambientale: «Sono contento che ci sia di nuovo una grande cornice e sono certo che i nostri tifosi si faranno sentire spingendoci verso la finale».

Simone vuole completare l'opera, eliminare la Roma sarebbe il miglior modo per festeggiare domani il suo 41° compleanno. Deve solo stare attento a non entrare nella storia dalla parte sbagliata: nelle 28 volte in cui ha vinto con almeno due gol di scarto una partita d'andata nelle coppe la Lazio ha sempre passato il turno tranne una volta, quando dopo il 2-0 dell'Olimpico crollò per 6-0 a Lens nei supplementari. Era una Uefa di 40 anni fa, ma negli sfottò cittadini è rimasta immortale