"Io viola di gratitudine, azzurro di felicità"

Bernardeschi: «Devo tutto a Sousa e ai compagni»

Federico Bernardeschi, talento viola, alla prima convocazione in Nazionale, è il ritratto della felicità: «Grazie Fiorentina e Sousa, se sono qui lo devo a loro». Ma a Coverciano, a dir la verità, c'era già stato proprio due anni fa, quando l'allora Ct Prandelli lo aveva chiamato per uno stage, insieme ad altri saranno famosi, per capire se poteva ricavare qualche idea in vista del mondiale brasiliano. Federico era in prestito al Crotone in B e quella apparizione azzurra suscitò molta curiosità. Il ragazzo di Carrara, cresciuto nella cantera viola - nella Fiorentina indossa la maglia numero 10 (per le amichevoli con Spagna e Germania avrà la 29) -, di strada ne ha fatta parecchia. Nella stagione scorsa, con Montella, si era fatto notare, ma un incidente alla caviglia lo tenne fuori 5 mesi. Quest'anno con Sousa tutto diverso: grande duttilità tattica, tecnica, velocità, resistenza, talento disposto al sacrificio, da trequartista dichiarato a esterno tutta fascia. In campionato 26 presenze, 1 gol e 4 assist, in Europa League 7 partite e 4 reti. «Sono felice e orgoglioso: - ha detto a Coverciano -: devo tutto alla mia squadra e a Sousa, non si arriva in Nazionale se non hai l'aiuto del tuo gruppo. Per essere convocato ho fatto un percorso e credo che l'elasticità tattica mi abbia dato una mano. Il nostro allenatore mi ha fatto crescere tanto. Conte lo ha seguito per mesi: «Il Ct ha un curriculum che si commenta da solo: io sono a sua totale disposizione e lui saprà scegliere il ruolo più giusto per me». Un altro grazie è andato ad un suo concittadino illustre, Buffon: «Ho ringraziato Gigi personalmente per le parole belle spese per me. Spero di ripagare sul campo la sua stima». Alessandro Florenzi, invece, è ormai azzurro consolidato. Il giallorosso ha parlato prima degli attentati in Belgio: «Un grande dispiacere, ho telefonato anche a Naingollan, ma non dobbiamo farci prendere dalla paura, guardiamo avanti». Poi su Conte: «Non è cambiato niente, noi siamo tutti concentrati su questa grande avventura europea. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci ha torchiati come sempre».