Ipotesi Nani alla Juve: già pagate le scommesse Eto'o, illusione sfumata

Il camerunense dice sì a un anno di contratto con il Chelsea Barça su Llorente, la Signora fiuta l'affare ma non in prestito

La bicicletta nerazzurra con cui Samuel Eto'o è andato ieri mattina a spasso per Milano non ha portato bene ai tifosi dell'Inter, i quali ovviamente sognavano di poter vedere presto il camerunense alla corte di Mazzarri. Invece, probabilmente nulla: la famiglia di uno dei massimi protagonisti del triplete nerazzurro continuerà a vivere a due passi da Duomo, ma lui no. Lo aspetta il Chelsea di Mourinho, chi altri se no? Due anni in Russia possono bastare, come era già chiaro visto che pure lì stanno finendo i soldi: Abramovich invece non lesina mai euro in quantità (spesi finora oltre 70 milioni per i vari Schurrle, van Ginkel, Cuevas e Willian, ufficializzato ieri e costato oltre 38 milioni) e lo Special One esercita sempre un grande fascino non solo nei confronti del popolo femminile ma anche in quello dei calciatori. Così, preso atto che Wayne Rooney rimarrà (suo malgrado?) al Manchester United in virtù di un contratto che scadrà nel 2015, i Blues si consoleranno con Eto'o: l'accordo con l'Anzhi va ancora trovato, ma la strada è tracciata e all'Inter per il momento non resta che rosicare. In attesa che Milito torni quello vero, qualcosa però Moratti dovrà inventarsi: per il momento l'unica mezza idea venuta a Branca pare essere quella di imprestare Belfodil al Sassuolo (che ha già ricevuto Schelotto), poi si vedrà. Borriello rimane un'ipotesi (che non scalda i cuori), mentre Matri vede comunque nel Milan il suo approdo naturale sia perché lo vuole fortemente Allegri sia perché a Milanello ci è cresciuto. Quanto a Honda, ieri Galliani ha ribadito che «arriverà forse a gennaio, chissà»: applausi per il copione, ormai ingiallito. Brava invece la Fiorentina, che ha ufficializzato l'arrivo del ventenne attaccante croato Ante Rebic (4,5 milioni all'Rnk Spalato).
Anche la Juventus è finita ieri nel tritacarne delle indiscrezioni. In attesa del sorteggio odierno dei gironi di Champions League - cui si è anche qualificato lo Steaua Bucarest, nelle cui fila gioca (e segna) Federico Piovaccari, una vita in serie B e zero gol in serie A - i bianconeri vengono dati oltre Manica vicinissimi a Nani, 26enne attaccante esterno portoghese dello United in scadenza nel prossimo giugno. Addirittura Paddy Power - bookmaker che aveva già dato per certo l'arrivo a Torino di Tevez - sta già pagando le scommesse sul trasferimento ai bianconeri, pronti a versare una decina di milioni nelle casse dei Red Devils. Tutto qui? No. Perché, in attesa di capire che fine faranno Quagliarella (Inghilterra o Russia) e Matri, dalla Spagna è rimbalzata la voce secondo cui il Barcellona avrebbe chiesto niente meno che Fernando Llorente: «Non se ne parla proprio», la risposta di Marotta. A Conte verrebbe come minimo mal di pancia (ma al momento in rosa, oltre a Matri e Quagliarella, c'è anche Giovinco), a chi fa di conto no perché il Re Leone è arrivato a parametro zero e la potenziale plusvalenza ci sarebbe eccome: siccome però i blaugrana si sarebbero fatti avanti chiedendo il prestito del giocatore, al momento è difficile che l'operazione vada in porto.
Nessun dubbio invece sul fatto che nelle prossime ore il Tottenham (ufficiale Lamela: 30 mln più 5 di bonus) venda al Real Madrid Gareth Bale (lo conferma anche il tecnico Villas Boas) per la stratosferica cifra di 100 milioni che ieri ha fatto inorridire Michel Platini, presidente Uefa: «Se il Real avesse preso tre giocatori a 30 milioni l'uno, nessuno avrebbe detto nulla - ha detto il francese a L'Equipe -. Ma che Bale valga 100 milioni, questo è un altro discorso. Siamo tornati indietro di 50 anni: talvolta i giocatori non appartengono nemmeno più alle squadre, ma a società finanziarie o addirittura a singole persone. Il giocatore è diventato una persona da trasferire perché, grazie alle commissioni, tutti ci guadagnano. Il calciatore è diventato una merce e questo non mi piace per niente. Se la Fifa non metterà delle regole, lo farà l'Uefa». Secondo Platini, che potrebbe succedere a Blatter al vertice del calcio mondiale, i giovani dovrebbero rimanere fino a fine contratto nel club in cui sono nati calcisticamente, «ma questo dà fastidio a molta gente perché, se i giocatori circolano meno, ci sono meno soldi da guadagnare. In futuro sarà importante introdurre la nozione di appartenenza di un giocatore a un club». Mai stato banale sul campo, quando ha vinto tre Palloni d'Oro di fila, e mai banale nemmeno oggi.