Irma la dolce? Mica vero: farà a pugni a Rio

«Gli uomini non hanno l'aggressività delle donne... il futuro è nostro anche qui»

Sergio Arcobelli

Un mal di Testa per le avversarie. Di sicuro, Irma è riuscita nell'intento di provocarlo alle sfidanti che hanno cercato vanamente di reggere lo scambio. Tuttavia tra i tanti colpi inflitti nella giovane carriera quelli di ieri nel torneo preolimpico turco di Samsun ai danni della bulgara Staneva verranno ricordati a lungo. Infatti, grazie al verdetto ai punti per split decision la 17enne Irma Testa è diventata la prima italiana a qualificarsi ai Giochi Olimpici di Rio in una disciplina, quella della boxe femminile, che si è affacciata nella rassegna a cinque a cerchi solo quattro anni or sono. Uno sport che sembrava precluso alle donne e che invece sta vivendo un boom in tutto il mondo spinto dall'esordio olimpico a Londra 2012. Chapeau.

Comunque, è da segnalare come l'impresa raggiunta dalla 17enne di Torre Annunziata non sia in realtà frutto del caso, in quanto la campana vanta un palmarés giovanile invidiabile rispetto alle colleghe. Già campionessa iridata junior e youth, Irma Testa era salita alla ribalta ai Giochi Olimpici giovanili di Nanchino, dove vinse un argento. Sta di fatto che dal 2013 in avanti la ragazza delle Fiamme Oro non ha mai fatto peggio del secondo posto. The Butterfly, questo il suo soprannome, è cresciuta nella storica palestra della Boxe Vesuviana dei maestri Lucio e Biagio Zurlo, e quel che più sorprende di lei è il carattere forte: «Gli uomini non hanno la determinazione, l'aggressività, la capacità di sopportare il dolore e la fatica che abbiamo noi femmine. Il futuro è nostro anche qui».

Corporatura da modella, alta e dal fisico longilineo, è nel quadrato che la dolce Irma scatena la sua furia violenta. Infatti ben presto i genitori si sono dovuti rassegnare. «Devo a mia sorella la passione per la boxe» ha confessato in passato Irma. «Lei continua si era iscritta per prima nella palestra e dopo aver provato tutti gli sport decisi di seguire le sue orme. Una volta vinto il primo titolo italiano nel 2003, poco dopo però si è ritirata». Per fortuna è subentrata la sorella minore, che si è regalata la partecipazione alle Olimpiadi di Rio nella categoria 60 kg raggiungendo Manfredonia e soprattutto il corregionale Clemente Russo. «Voglio provare a vincere una medaglia!» è il suo messaggio, trasferitasi ad Assisi per allenarsi sotto la guida del ct Renzini. Quanto al suo futuro extra sportivo ha le idee chiare: «Mi piacerebbe fare la poliziotta». La Testa eccome se c'è.