Ironman, il trionfo dell'azzurro Fontana

Prima vittoria storico dell'Italia nel circuito internazionale della disciplina più dura: quasi 4 km di nuoto, 180 in bicicletta e una maratona (42,195 km) a chiudere. Terzo l'altro azzurro Passuello

È una di quelle cose che viene male solo a pensarci. Quasi quattro chilometri a nuoto (3,8 per la precisione), quindi 180 in bicicletta e a chiudere una maratona (42,195 km). Si chiama Ironman, è la versione per super uomini del triathlon. Domenica a Los Cabos, in Messico, era in programma l'esordio stagionale del circiuto internazionale. Quello che si chiude con il campionato del mondo di Kona, alle Hawaii. Esordio con successo storico per l'italiano Daniel Fontana, una prima assoluta anche per il nostro Paese. Giornata completata dal terzo posto conquistato dall'altro azzurro Domenico Passuello.
Il tempo finale è da super uomini: 8 ore 26 minuti e 15 secondi per l'atleta del Brooks Running Team. Nel nuoto Fontana è rimasto coperto, gestendo in modo regolare i 3,8 km e portandosi in zona cambio insieme allo svizzero Jan Van Berkel, a poco più di due minuti dal battistrada britannico Stephen Bayliss. I 180 km di ciclismo hanno visto ricompattarsi un gruppo di cinque atleti, tra cui anche l'altro azzurro Passuello. E nella maratona è uscito Fontana. Al decimo chilometro ha passato Bayliss e ha salutato la compagnia andando a vincere in beata solitudine. Alle sue spalle proprio il britannico che ha regolato Passuello, comunque sul podio.
Immensa la gioia dell'italo-argentino, classe '75, triatleta della Dds di Settimo Milanese. «Chi mi sta vicino sa bene cosa significa per me questa vittoria - ha commentato Fontana -. È il coronamento di una carriera fatta di tanti successi, ma soprattutto di sacrifici e rinunce quotidiane. Questo traguardo è il frutto del duro lavoro svolto in questi anni con Fabio Vedana e Simone Diamantini e con il supporto di Dds Triathlon Team, dei ragazzi della squadra e di tutti gli sponsor che hanno sempre creduto in me. Non posso che essere grato a ciascuno di loro per il tempo che mi hanno dedicato e per la forza che hanno saputo trasmettermi. Adesso voglio godermi questa vittoria e recuperare al meglio le forze per guardare al prossimo obiettivo. La finale mondiale di Kona mi aspetta». Un'altra fatica immane verso il successo ancora più prestigioso