DOPO ISLA E ASAMOAH SI VUOLE ANCHE ARMERO La Juve mette le ali con i cloni di Vidal

«L'autografo sul diario? Lo facciamo... sul 5 maggio». Andrea Agnelli piomba in ritiro ed entra subito nel clima da derby d'Italia. Un pensiero all'Inter, per gradire. E di riflesso a quella Juventus. Così diversa anche nel passaporto rispetto a questa. Erano i tempi di Moggi, i sudamericani erano visti «male», per via dei tanti voli transoceanici per rispondere alle chiamate delle nazionali. L'anomalia era Montero, per il rispetto solo comprimari da Zalayeta a Salas. Oggi invece c'è tanto sudamerica in bianconero. Comunque non argentini e brasiliani. Lucio è l'eccezione a prova di saudade vista la sua lunga permanenza in Europa, tra Bayer Leverkusen, Bayern Monaco e Inter.
L'avvento di Conte ha aperto le porte di Vinovo a cileni, uruguaiani, paraguaiani. Insomma al resto del sudamerica. Perché il tecnico campione d'Italia vuole abbinare alla tecnica un grande atletismo. Il prototipo da replicare nelle sue intenzioni è Arturo Vidal. Il cileno è stato il grande colpo di mercato della passata stagione. Marotta adesso ha pescato dall'Udinese un connazionale dell'ex giocatore del Bayer Leverkusen. Mauricio Isla nello scacchiere di Conte occuperà la corsia destra, assicurando dinamismo e dribbling. Non è finita qui. Perché da Udine è in arrivo il colombiano Armero (nella foto) per rinforzare con polmoni e gambe la corsia di sinistra. Da Krasic-Elia a Isla-Armero, la signora prova rimettere le ali. Con l'Udinese si tratta sul prestito, l'affare si può fare anche se la distanza tra domanda e offerta non è indifferente, ma i due club hanno già confezionato il doppio affare Isla-Asamoah a ribadire che i rapporti sono idilliaci. Basti pensare ai tanti giocatori che hanno vestito entrambe le maglie: da Iaquinta a Pepe, da Pazienza a Motta. Ad aspettare Armero in ritiro c'è anche l'uruguaiano Caceres, un cavallo di ritorno del mercato di gennaio. Non troverà probabilmente Estigarribia destinato al River Plate. In uscita anche Martinez e Felipe Melo.
Non rientrano nei piani di Conte che ieri dopo l'interrogatorio fiume a Roma in procura federale ha preso il comando delle operazioni in ritiro. E ha approfittato della visita del presidente Agnelli per confrontarsi con lui anche sull'audizione con gli 007 di Palazzi. Lo spettro di una squalifica aleggia nell'ambiente bianconero, nonostante la fiducia e la serenità ostentata dal tecnico dopo l'incontro di venerdì. Conte non ci pensa almeno quando è sul campo e mette alla frusta la squadra.