In Israele c'è tanto azzurro. Viviani fa suo il primo sprint

Volata vincente del campione di Rio, secondo Mareczko, italiano di origini polacche. L'australiano Dennis in rosa

A Tel Aviv, nella città dei piaceri e della movida, si divertono un sacco Elia Viviani e Rohan Dennis. Sono loro i volti di questo Giro 101 che scalpita e freme. Nella città gaudente, sono loro a godere: l'azzurro regala subito una vittoria di tappa all'Italia e l'australiano, che nella crono di Gerusalemme aveva masticato amaro, gustato il sapore della rosa fin quando non è arrivato come un bolide l'ultimo corridore, Tom Dumoulin, si prende una bella rivincita. Soprattutto si prende la maglia rosa. Ma abbiate pazienza, e andiamo con ordine.

Un anno fa, in tutto il Giro, l'Italia del pedale ha raccolto solo uno straccio di vittoria. In verità è una vittoria di peso, perché ottenuta da Vincenzo Nibali nel tappone più spettacolare: quello dello Stelvio. Quest'anno andiamo subito a segno. Prima volata e prima vittoria, con il nostro velocista principe: Elia Viviani, che sul traguardo di Tel Aviv, alla fine dei 167 km della tappa partita da Haifa, supera nettamente l'azzurro d'origine polacca Jakub Mareczko. Per Viviani tappa e maglia, visto che grazie agli abbuoni finali, e a quelli parziali raccolti lungo la tappa, veste anche la maglia ciclamino della classifica a punti che sogna di poter indossare anche a Roma. Per il veronese si tratta del secondo successo in carriera al Giro d'Italia dopo la Albenga-Genova del 2015.

Sul traguardo Tel Aviv, gremitissimo di pubblico, è proprio Mareczko a provare il colpo a sorpresa. Il 24enne scatta sulla sinistra, quando al traguardo mancano 250 metri. Elia Viviani, che è a ruota dell'irlandese Sam Bennett, è abile e pronto a prendergli immediatamente la ruota e a superarlo a velocità doppia. I battuti Mareczko e Bennett.

Nella città che non dorme, è sveglissimo il 27enne australiano di Adelaide Rohan Dennis, il quale dopo aver accarezzato il sogno rosa nella crono di apertura per un paio d'ore, si prende la rivincita. Il colpo gli riesce quando al traguardo mancano una sessantina di chilometri, e con i tre secondi di abbuono del traguardo volante di Cesarea, dopo 105.3 km (davanti a Elia Viviani e al belga Jurgen Roelandts), sfila all'olandese la maglia per un solo secondo.

«A Gerusalemme non sono riuscito a vincere la crono ha detto Dennis, ex primatista dell'ora -, ma sapevo che ero dietro solo di due secondi. Anzi, per la precisione di 1.3 secondi. Così ci siamo organizzati con la squadra, per tentare nel secondo sprint. Alla fine è stata quasi una sfida tra uomini di classifica. In realtà non ero convintissimo di provare il traguardo volante, ma il mio team ha insistito e mi ha spronato a provarci. Cosa posso dire? È davvero speciale per me vestire la maglia rosa».

Da queste parti c'è un detto: a Gerusalemme si prega, ad Haifa si lavora e a Tel Aviv ci si diverte. Viviani e Dennis si sono divertiti un sacco. Oggi terza tappa, l'ultima in Israele. Si va da Be'er Sheva a Eilat, 229 km di percorso leggermente ondulato. Vento permettendo, tappa per corridori veloci: come Elia Viviani. Forse possiamo divertirci ancora un po'.

Commenti

Happy1937

Dom, 06/05/2018 - 16:11

Ma perché quei burloni della Gazzetta dello Sport ci gabellano il Giro d'Israele per il Giro d'Italia? Oddio, anche all'Eredità un cosiddetto laureando in Ingegneria ha sostenuto che il Monte Bianco sarebbe in Sardegna.