Italia appesa a nonno Rossi e ai due Andrea della Rossa

Motomondiale, oggi le qualifiche. Marquez davanti ipoteca pole e vittoria in Qatar. Da anni i nostri non si presentavano così forti al via del campionato. Per Vale stagione n° 20

Il “nonno” e la “rossa” guidano l'assalto su due ruote dell'Italia al monopolio nippo-spagnolo firmato Honda e Marquez. Binomio a caccia del tris in MotoGp, ma Valentino Rossi con la Yamaha e la Ducati, nonostante l'anima tedesca dell'Audi, più italiana di sempre quella dei due Andrea (Dovizioso e Iannone) vogliono riportare in alto il tricolore. Non è forse un caso che il Dottore sia l'ultimo campione del mondo italiano, ormai sei anni fa, e la Rossa l'ultima casa iridata del Belpaese nella classe regina nel 2007. Ancora una volta aggrappati a loro, soprattutto a Valentino.

Di fatto un refrain che dura da venti stagioni, da quel 1996, anno in cui Rossi debuttò in 125. Ci ha scherzato in questi giorni «è come essere arrivati all'università…», ma deve fare i conti con una carta d'identità che fa dire a Giacomo Agostini «se fosse più giovane, recupererebbe qualche decimo a giro». Invece con i suoi trentasei anni è il più vecchio dei 25 piloti al via in MotoGp, eppure la voglia è la stessa del debutto, anzi rilancia: «Sono in forma come poche altre volte in carriera». E di scendere dalla sella non ne vuole sapere, per dare la caccia al decimo titolo mondiale. Si parte dal deserto, dal Qatar, «il primo giorno di scuola». Finora i tre turni di libere non hanno confermato l'ottimismo post-test.

Ieri Marquez ha frantumato il record della pista di Losail, Vale ha migliorato nella striscia d'asfalto disegnata nella sabbia e sul passo gara la Yamaha è più vicina alla Honda di quanto si possa pensare. Lo ha detto il terzo turno di libere, una sorta di pre-qualifica che manda i primi dieci direttamente alla Q2 di oggi: ieri ha regalato i primi cinque minuti di fuochi d'artificio di una MotoGp che schiera in griglia 28 titoli iridati. Detto di Marquez che ha anche ritoccato il record, subito dietro c'è uno strepitoso Crutchlow, sempre su Honda, poi Iannone a completare la prima fila virtuale. Quindi la sorpresa Suzuki al rientro subito tra i grandi (ma con gomma morbida) con Aleix Espargaro. Di nuovo Honda con Pedrosa e Ducati con Dovizioso e Hernandez. Inseguono le Yamaha con Lorenzo ottavo e Rossi nono. I primi dieci sono racchiusi in mezzo secondo.

Comunque il Dottore aveva già suonato il campanello d'allarme: «La supremazia della Honda preoccupa». Però le libere sono «prove d'ingresso», stasera c'è l'interrogazione vera, leggasi pole, e solo domani il compito in classe, cioè la gara, in cui Vale può sempre fare la differenza più che nelle qualifiche che restano il punto debole.

La Rossa, invece, strizza l'occhio alle qualifiche tanto che nel paddock di Losail sono in tanti pronti a scommettere su tante pole firmate Ducati. Nel giro secco Dovizioso e Iannone hanno addirittura forse qualcosa in più. Non si nascondono i due Andrea, consapevoli di avere una moto più equilibrata. Il Dovi parla apertamente di podio, di pole e dice: «Questa Desmosedici è meglio di quella del 2007». E se si pensa che con quella rossa Stoner vinse il Mondiale, l'impressione è che la Ducati può essere il terzo incomodo che a un certo punto si potrebbe anche ritrovare a sognare per via di quel regolamento che iscrivendosi da Open e non da Factory, le dà qualche vantaggio. Ma Dovizioso non ci sta: «Siamo solo stati bravi». L'ottimismo del Dovi e la consapevolezza di Iannone al debutto nel team ufficiale: «So che la moto va forte e come ogni pilota voglio stare davanti a tutti. Non sento la pressione».

Rossi e la Ducati più italiana con i due Andrea è l'Italia protagonista che sogna. In MotoGp c'è anche il ritorno dell'Aprilia, anticipato e ovviamente tutto in salita, con Melandri ieri finito per due volte a terra. In mezzo un buco generazione anche se in Moto3 potrebbe essere arrivata l'ora di Antonelli, Fenati e Bastianini. Ma il tricolore per sognare si affida ancora al nonno e alla rossa. Dichiarati gli obiettivi: il decimo titolo per Rossi, un paio di trionfi per la Desmosedici. Vincenti Vale e la Ducati, può essere l'anno dell'ennesima conferma.

Così in tv
Oggi pole alle 18.35 su Sky. Differita alle 21.10 su Cielo
Domani Gp alle 20 su Sky. Differita alle 23 su Cielo