Italia e Croazia da lode, Zlatan e CR7 non pervenuti

I l voto più alto in pagella (un bel 9 tondo) si tinge d'azzurro grazie alla splendida prova dell'Italia nella partita d'esordio in cui ha ridotto ai minimi termini il Belgio strafavorito. Il ct dimissionario Conte, che al Chelsea non vuole presentarsi da paria, rappresenta il valore aggiunto della nazionale, apparsa meno operaia di quanto si pensasse. Non ci sono campioni come Baggio, Totti e Del Piero. C'è gente però disposta al sacrificio, capace di fare gruppo. E, particolare non trascurabile, correre fino all'asfissia, oltre un km a testa più degli avversari. Che si ripetano.

Appena più in basso (voto 8) figurano una nazionale e un fuoriclasse: la Croazia che ha giocato finalmente da squadra, lasciando nello spogliatoio le spigolature degli egoismi, e Iniesta, l'uomo in più d'una Spagna ancora indecifrabile nelle prospettive. Da 7 pieno il debutto della Germania, mai deludente nei grandi appuntamenti, solida in ogni reparto e, da qualche tempo a questa parte, ricca di talenti. Peccato che il suo ct Low non sia proprio un lord quando mette la mano negli slip o le dita nel naso. Ma non si può volere tutto da un selezionatore così capace. Quasi sullo stesso piano l'Ungheria e il Galles, capaci di vincere, anche bene, alla prima. Sopra la sufficienza l'Inghilterra, che ha avuto il torto di non chiudere la partita con la Russia, la Francia, per nulla convincente con la Romania, e la Spagna, comunque in risalita dopo il Mondiale.

Chi si aspettava gol e ricami da Ibrahimovic lo spaccone e Ronaldo il piacione, magari scommettendoci sopra, è rimasto deluso. Niente pettorali al vento. Al termine della prima tornata dell'Europeo lo svedese (50 gol in 51 partite con il PSG) e il portoghese (51 reti nelle 48 presenze con il Real Madrid) sono rimasti a secco illuminandosi d'immenso solo in un paio di occasioni a testa. Anonimi. Voto 5 di stima. Poco meglio le nazionali d'appartenenza che non sono andate al di là di due pareggi. Anzi. L'Irlanda meritava più degli scandinavi e l'Islanda non ha sfigurato affatto con i lusitani: per entrambe sufficienza piena.

Un voto ancora più basso (4 senza remissione di peccati) spetta al Belgio senza idee e al ct Wilmots, intontito dalla presupponenza: l'uno e l'altro massacrati dai media del loro paese dopo la figuraccia con l'Italia. Nel tentativo di risalire la china, Wilmots ha mandato in campo tutte le punte a disposizione alla stregua d'un Mourinho qualsiasi. Se non cambia testa, verrà silurato. Male anche la Russia (voto 3, il numero perfetto dei condannati all'inferno) che non riesce a decollare anche senza Capello. In avvio ha avuto la fortuna sfacciata di acciuffare l'Inghilterra a fil di sirena, poi ha perso con la Slovacchia. I nipotini di Putin, che fra 2 anni avranno la possibilità di disputare in casa il Mondiale, rischiano la Siberia. Sullo stesso piano Ucraina, Turchia e Austria.

Zero assoluto agli hooligans di Russia e Inghilterra, e ci metterei dentro anche i nazistoidi tedeschi, che hanno devastato la città vecchia di Marsiglia, continuano a menare fendenti e rischiano di mandare a casa le loro nazionali.