Italia fuori dall'Europeo senza sorprese in serbo

L'avventura degli azzurri di basket si ferma ai quarti di finale. Troppo forte la Serbia di un super Bogdanovic e del gigante Marjanovic

Come i viandanti del monte Fuji gli azzurri del basket hanno perso la strada quando la nebbia della fatica li ha schiacciati. Battuti 83-67 da una Serbia giudiziosa, dominante a rimbalzo (44-19 una enormità), ma non sbriciolati come poteva accadere. Abbiamo pagato il debito per vivere sotto i grandi alberi della montagna serba, abbiamo giocato con dignità, non ci abbiamo preso come speravamo da 3 (8 su 29), ma alla fine, abbiamo costretto un'avversaria nettamente superiore a rispettarci. Uscita dignitosa dal ballo europeo che adesso vedrà in semifinale i migliori, oggi Spagna e Slovenia, domani Serbia e la Russia.

Nell'ultimo atto di Azzurra ora et labora, non certo tenera come pensavamo, tutti hanno dato quello che avevano, persino Burns (9) mai sfruttato nel torneo. Bogdanovic il principe con 22 punti, il saggio Macvan che ha lasciato Milano per Monaco 13 punti. Nell'Italia un Datome generoso da 15 punti, un Belinelli raddoppiato e triplicato che è arrivato a 18 punti ma con 2 su 11 da 3. Si sono battuti tutti per quello che avevano in tasca, dal Melli sballottato fra montagne troppo alte a Biligha, al gruppo degli esterni sfinito in una lotta impari. Come basket siamo a secco da 13 anni. Ma in questo Europeo abbiamo trovato gente che merita fiducia. Peccato se ne vada Messina, ma Sacchetti sarà saggio a seguirne il tracciato anche se il suo basket è tanto diverso. Ultimo ballo in azzurro per Belinelli, per quelli che in autunno non potranno giocare le qualificazione ai mondiali, cioè i giocatori impegnati nell'eurolega, da quelli di Milano, ai due del Fenerbahce, Melli e Datome, ad Hackett che è passato al Bamberg. A questo penseremo più avanti e comunque la si voglia vedere la Nazionale rappresenta davvero un basket di seconda fascia. Uomini veri, gente che ha saputo battersi ma se a rimbalzo il conto dice 44 a 19 non basta nemmeno un 15 su 16 ai liberi se i tuoi avversari ne fanno 26 su 29.

La grande arena di Istanbul sembra il promontorio della paura, almeno in questo l'Italia dimostra di avere un peso ed una personalità perché la nemica più grossa e più forte sulla carta sembra temerla davvero. Inizio giusto, lucchetti difensivi tutti oliati, i serbi con la faccia di chi non sa dove andare. Italia in mini fuga ma alla sirena dopo 10' è sotto di 1 (17-18) pagando il 10 su 10 ai liberi della squadra di Djordjevic che quando utilizza Marjanovic ci fa apparire lilipuzziani imbelli. Bogdanovic tenuto lontano dal gioco, ma ci pensano gli altri per l'allungo del secondo quarto della Serbia. Macvan, Lucic e Kuzmic ci condannano al meno 11 dell'intervallo lungo. Grande debito ai tiri liberi: 16 su 16 per i serbi, 2 su 3 per l'Italia che è in debito anche a rimbalzo (7 a 22), ma questo lo si sapeva.

Il terzo quarto ci gela a meno 15, ma poi la rimonta, bravi Biligha e Aradori, fa capire che sembrano più spaventati i nostri avversari, con Bogdanovic in sofferenza, anche se al 30' siamo ancora sotto di 11 (48-59).

Quando l'Italia cerca le bombole ormai è sfinita. Bogdanovic ricorda di essere un principe ed è lui che ci porta verso il burrone da dove non si ritorna più. La Serbia va in semifinale avendo pagato i debiti che doveva al rispetto, ma poi la sua superiorità è stata evidente. Domani sarà in campo per la semifinale contro una Russia che ha rischiato tantissimo davanti alla Grecia, ma poi vittoriosa 74-69. Oggi, invece giocheranno la loro semifinale Spagna, la più ricca, e Slovenia la più bella.

Commenti

Ilcinese

Gio, 14/09/2017 - 12:02

Ma perché gli Italiani ci mettono sempre il cuore è MAI le palle ???? Siamo latini e le usiamo per altre cose ....ma ogni tanto questi commenti " non basta il cuore " cerchiamo di evitarli