Italia, Oriali ammette: "Conte e Mourinho hanno una cosa in comune"

Gabriele Oriali, team manager dell'Italia ha voluto esaltere il gruppo azzurro e il commissario tecnico Antonio Conte, vero artefice di questi grandi risultati ottenuti

Gabriele Oriali, team manager dell’Italia e uomo fidato del commissario tecnico Antonio Conte, ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium della solidità del gruppo azzurro, delle analogie di questa Italia con quella del 1982 che si laureò campione del Mondo ed ha elogiato Conte: "Nel 1982 partimmo tra lo scetticismo di tutti, poi abbiamo superato il girone con tre pareggi e non giocammo tre belle partite. Poi ci sono capitate Argentina e Brasile e ricordo che chiamai mia moglie dicendole di prenotare il giorno dopo per il mare perché viste le prime tre gare e le future avversarie. Invece, come spesso succede nel calcio, una squadra, anche inferiore sulla carta, può raggiungere imprese impossibili perché gioca da squadra ed è quello che è successo a noi. La crescita che ha avuto questa squadra in questi due anni un po' mi ricorda quell'Italia, perché eravamo un gruppo e siamo diventati squadra. Lavorando insieme si può vincere, si possono anche superare ostacoli che sulla carta sembrano impossibili e lo abbiamo già dimostrato. Io sono già soddisfatto di quello che fino a oggi siamo riusciti a fare, ma per me e per il mister non è una sorpresa perché eravamo consapevoli e convinti, vivendo quotidianamente con i giocatori, che per qualsiasi formazione sarebbe stato difficile affrontarci. Sono molto orgoglioso e felice di essere rappresentato da questo gruppo".

Oriali, però, tiene alta la concentrazione: “Non abbiamo ancora fatto nulla, ma siamo contenti di quello che finora abbiamo espresso sul campo, abbiamo vinto attraverso il gioco, quindi meritando le vittorie, ci tengo a dirlo perché è un fattore che viene poco sottolineato. Il nostro 12esimo uomo in campo, ovvero Antonio Conte, non è solo un motivatore, è anche uno che insegna calcio. I giocatori che sono stati selezionati sono stati scelti in maniera mirata e, visti i risultati ottenuti in questi due anni, si può dire che sono cresciuti e migliorati, hanno capito le idee che ha il nostro allenatore sotto l'aspetto dell'organizzazione del gioco e stanno mettendo in pratica tutto questo. Conte-Bearzot? Sono allenatori differenti anche perché si parla di tanti anni fa, però se tu raggiungi quello che stiamo facendo ora, vuol dire che c'è proprio una simbiosi tra la squadra e l'allenatore che ti permette di superare ostacoli impensabili all'inizio di questa avventura. E poi come vedete qui i giocatori vanno in campo sapendo quello che devono fare. Conte come Mourinho? Il Conte di oggi sembra molto simile a José. Di certo hanno una cosa in comune…me (ride; ndr)".