Italia straniera per sbarcare in Europa

Conte si affida all'"inglese" Pellè e all'oriundo Eder. E fa convivere Verratti con Pirlo: "Possono giocare insieme"

Si è definito un sarto che fa l'abito con il materiale che ha. E in quaranta giorni, il periodo delle ultime 4 tappe del girone, dovrà cucire un vestito che ci conduca al traguardo minimo, magari con il primo posto. Antonio Conte è stato chiaro: vuole intanto battere tra oggi e domenica Malta e Bulgaria per mettere un piede e mezzo agli Europei. Anche se il successo non è ancora arrivato nel 2015. «Ogni mancata vittoria è per l'Italia un fallimento», così Conte. Che non pensa ad altro, neppure all'eventuale rinnovo contrattuale che il presidente Tavecchio è pronto a sottoscrivere subito o al processo sportivo che lo vedrà di nuovo protagonista probabilmente non prima di novembre.

Nel rush finale di queste qualificazioni Conte ha tante sfide davanti a sè: trovare un bomber, far convivere Pirlo e Verratti, inserire gradualmente nel gruppo i giovani dell'Under 21 di Di Biagio, anche se quest'ultimo passaggio arriverà solo con la qualificazione in tasca. E l'avviso ai naviganti lanciato nel primo giorno di Coverciano («solo chi gioca potrà essere titolare in azzurro»), fa capire come il lavoro del ct sarà difficilissimo. Il fatto che Conte abbia dovuto attingere molto dai campionati esteri, dove molti degli azzurri sono emigrati, è lo specchio della realtà con la quale il ct si trova a fare i conti.

L'ultimo successo dell'Italia di Conte nelle qualificazioni risale a quasi un anno fa (13 ottobre 2014) e fu ottenuto contro Malta - sempre battuta in 7 precedenti - che stasera gli azzurri ritroveranno a Firenze. Da allora quattro pareggi, una vittoria con l'Albania e il ko con il Portogallo che ha chiuso la prima stagione del tecnico leccese e che ci ha escluso dalle teste di serie per il sorteggio mondiale. A Ta'Qali segnò Pellè, che nelle gerarchie dell'attacco ha superato da tempo Zaza e Immobile. D'altronde il buon Graziano gioca e segna in Premier (al Southampton). Quello che serve all'Italia, anche se finora questa nazionale non ha finora abbondato sotto porta: 13 reti segnate in 10 partite, più che altro per merito di difensori e centrocampisti. E stasera toccherà anche ad Eder, un oriundo che è stato «adottato» per la causa azzurra. Il sampdoriano, a un passo dall'Inter nelle ultime ore del mercato appena chiuso, ha già segnato cinque reti in quest'inizio di stagione ed è il capocannoniere della serie A. Chissà che i due non siano gli attaccanti del futuro azzurro. E Balotelli, tornato al Milan? «Non lo so, dipende solo da lui», dice lapidario Conte.

E a Firenze, luogo dove l'Italia non ha mai scaldato gli animi nonostante abbia vinto 19 sfide su 25 giocate e non abbia mai perso, Conte testerà la coppia Pirlo-Verratti. Una volta si parlava di staffetta, con il gioiellino del Psg identificato come vice dell'ex juventino volato a New York quando Pirlo manifestò l'intenzione di lasciare la maglia azzurra. Ma Conte non vede Verratti come prima fonte del gioco e a Parigi il 22enne abruzzese sta in campo in appoggio del regista puro. Ecco l'affiancamento al calciatore con 115 partite in azzurro che è ancora l'anima della Nazionale per la sua saggezza e le sue verticalizzazioni. «Pirlo è un calciatore che finché avrà quest'entusiasmo e darà l'esempio avrà sempre la possibilità di venire in Nazionale. E può giocare con Verratti», così Conte. In attesa magari che cresca il Valdifiori, in affanno a Napoli, vero erede del campione del mondo, visto che De Rossi (bomber dell'attuale nazionale con 16 reti in 100 gare e stasera in panchina) sta ormai cambiando pelle, con un futuro da difensore centrale.

Prevendita fiacca (circa 6000 biglietti venduti) e un clima mai ospitale per Conte da juventino. Colpa anche del suo passato? «Non ci credo, altrimenti la Figc mi dovrebbe far causa per ogni biglietto non venduto...». In realtà il rapporto tra la Nazionale e Firenze è stato sempre sofferto, nonostante gli azzurri abbiano la loro casa in riva all'Arno. In tribuna è annunciato il premier Renzi.