Italia a tutto Suv e crossover Vincono comfort e visibilità

A 4 o 2 due ruote motrici, posizione di guida rialzata, pure elettrificati. E per distinguersi c'è chi li chiama Sav

Valerio Boni

Le epoche sono caratterizzate da mode e tendenze, che naturalmente interessano anche le auto. Negli anni Ottanta tiravano le familiari, mentre un decennio dopo si facevano spazio i monovolume, mentre nelle cosiddette nicchie di mettevano in evidenza pick-up e cabrio. Oggi le alternative sono poche, perché il mercato è focalizzato su Suv e crossover, mentre le altre tipologie perdono terreno a ogni rilevamento.

Per la prima volta l'effetto è globale, lo confermano i 16,1 milioni di vetture appartenenti a questa famiglia in giro nel mondo nei primi 6 mesi del 2018 (il 13% in più rispetto al 2017), con una quota che equivale al 34,4 per cento.

La tendenza è simile in Europa, e restringendo l'analisi al nostro mercato, si scopre che da gennaio a novembre i volumi di immatricolazioni sono cresciuti ancora per i crossover (da 411.912 del 2017 a 517.641 unità) e i fuoristrada (da 153.389 a 172.102). Tengono sostanzialmente i coupé (6.641 consegne contro 6.709 del 2017), mentre i monovolume, che fino a pochi anni fa sembravano inattaccabili, sono in deciso calo.

Quella degli Sport utility è una tendenza ormai radicata, nonostante sia stata inizialmente contrastata a livello ambientale e per demagogia, in continua evoluzione; lo testimonia la nascita di segmenti sempre nuovi all'interno di una famiglia inizialmente nata con l'obiettivo di rendere più confortevoli i modelli 4x4.

Sono ormai le vere padrone del mercato, ma hanno ormai impostazioni tanto diverse tra loro che diventa sempre più difficile classificarle con un'unica denominazione. Chi si occupa di stilare ogni mese le classifiche delle immatricolazioni, le divide in crossover e fuoristrada, ma c'è chi le definisce tutte Sport utility, senza distinzioni. A complicare il tutto c'è, poi, chi conia nuove definizioni, come Bmw, che definisce le sue «X» come Sav, con la «a» al posto della «u», per sottolineare un lato più attivo che utility.

Il linea di massima sono considerate Suv le auto a metà strada tra il pratico e lo sportivo, caratterizzate da abitacoli alti e spaziosi, oltre che da una discreta capacità di mobilità su percorsi sterrati.

Una caratteristica sottolineata dalla maggiore altezza da terra e dalla presenza di quattro ruote motrici. Il termine crossover è molto meno rigido, perché può comprendere tutto e il contrario di tutto. In inglese, indica un mix di tipologie, quindi si può applicare a tutti i veicoli polivalenti che propongano due o più impostazioni diverse. Tuttavia, oggi sono considerati crossover i modelli con l'aspetto da Suv, alti da terra, ma con due sole ruote motrici. In un caso come nell'altro, l'offerta è sempre più ampia, perché ci sono proposte in tutti i segmenti, dalle city-car rialzate, come Panda Cross, alle supercar trasformate in Suv, come Lamborghini Urus, e in mezzo c'è di tutto per tutti i gusti in tema di motori (compresi quelli elettrificati) e potenze. Si comprano perché sono di moda e perché l'altezza le fa apparire più protettive, in realtà le armi vincenti sono concentrate nel comfort assicurato dalle sospensioni più lunghe e dalla visibilità che deriva dalla posizione di guida rialzata.

Il rovescio della medaglia si trova, invece, nella ridotta efficacia aerodinamica che influisce sui consumi, a parità di motore rispetto ad auto più convenzionali.

C'è, infine, da sottolineare che la presenza di trazione integrale non è una garanzia di sicurezza sui fondi difficili, come la neve, se questo tipo di veicolo non è equipaggiato con un treno di pneumatici invernali.