Italiane col mal di rimonta andate a lezione a Liverpool

Il recupero monstre in 34' dei Reds col Borussia (da 1-3 a 4-3) è raro per i nostri club. E in Champions, nelle sfide dirette, non sono ancora riusciti a passare il turno dopo uno 0-2

A volte succede. Non spesso, ma a volte sì. Di assistere a eventi tipo la rimonta del Liverpool contro il Borussia Dortmund. Partite che finiscono dritte nell'epica. Di quelle che fanno impazzire i tifosi e rimanere a bocca aperta anche i semplici appassionati. Succedesse un po' più spesso anche alle squadre italiane, poi, non sarebbe male: invece capita di rado. Chissà perché, poi: disabitudine a credere nelle imprese un po' pazze, forse. O mancanza di autocontrollo nei momenti in cui il baratro pare davvero dietro l'angolo: in quei casi è più facile abbattersi che crederci ancora, l'italiano un po' frignone prende il sopravvento e gli altri godono. Magari pure in anticipo: beati loro.

Oddio, poi non va sempre così. E meno male: di recente per esempio la Juventus ha rimontato dallo 0-2 casalingo fino al 2-2 contro il Bayern Monaco, salvando il match di andata e sfiorando poi il passaggio del turno in casa bavarese. Rimanendo in casa della Signora, nel 2012 i bianconeri seppero risalire anche in quel caso dal doppio svantaggio in casa del Chelsea: fase a gironi, però. Importante pure quella, certo: ma l'adrenalina della rimonta con eliminazione diretta è un'altra cosa, va detto. E in quel caso le nostre squadre non brillano, almeno non in tempi recentissimi: ce la fece per esempio l'Inter negli ottavi di Champions 2011, sconfitta in casa 0-1 dal Bayern Monaco e poi capace di imporsi 3-2 in Baviera. Per assistere però a un'altra rimonta degna di tal nome, con i nerazzurri bisogna scalare fino al 2001/02: ko 1-0 in Inghilterra contro l'Ipswich, poker di reti a favore nel ritorno con tripletta di Bobo Vieri e gol di Kallon. Prima ancora, arriviamo alla Coppa Uefa 1990-91: battuta 2-0 dall'Aston Villa, la squadra del Trap rimontò grazie ai gol di Klinsmann, Berti e Bianchi. Altro calcio, addirittura. E se il Napoli è riuscito solo tre volte nella sua storia nell'impresa di recuperare lo svantaggio maturato all'andata in trasferta di un turno a eliminazione diretta, il Milan è famoso (anche) per avere subìto la madre di tutte le rimonte: finale di Champions 2005, una storia già scritta dopo 45' grazie a una superiorità tecnica imbarazzante e a un 3-0 (contro il Liverpool, toh) persino stretto. Poi, l'impensabile: Gerrard, Smicer e Xabi Alonso per il 3-3, prima del ko rossonero ai rigori.

Serve crederci sempre, questo è quanto. E allora bisogna crescere anche nella testa, oltre che sotto l'aspetto tecnico tattico. Non a caso, quindi, le squadre italiane non figurano quasi nelle rimonte che più o meno unanimemente hanno fatto la storia del calcio europeo. Come la finale di Champions 1991, vinta dallo United 2-1 sul Bayern grazie a due reti nel recupero. E, rimanendo agli scontri a eliminazione diretta in Champions, nessuna nostra rappresentante ha mai festeggiato il passaggio del turno dopo avere perso l'andata con due gol di scarto: ci sono invece riuscite Barça (2 volte: una contro il Milan), Deportivo La Coruna (rimontando ancora il Diavolo), Monaco, Chelsea (contro il Napoli), Manchester United, Chelsea e Bayern Monaco. Meditare, please.